La storia dell’ex detenuto Ireneo Cancedda raccontata agli studenti del “Don Deodato Meloni”
15 Gennaio 2026
Ieri mattina la presentazione del libro di Eliana Tuveri

Un momento della presentazione del libro di ieri
Oristano
Ieri mattina la presentazione del libro di Eliana Tuveri
È una storia dura, senza sconti, quella raccontata in Nenneo. Cartellino rosso. Una storia che parla di errori, responsabilità e possibilità di riscatto. Ed è da qui che è partito l’incontro ospitato nella sede di via Carducci dell’Istituto “Don Deodato Meloni” di Oristano, dedicato ai temi della giustizia riparativa, dell’inclusione e della legalità.
Al centro dell’appuntamento, aperto alla cittadinanza, la presentazione del libro di Eliana Tuveri, docente di Lettere al Liceo “Benedetto Croce” di Oristano. Il volume nasce dal percorso di giustizia riparativa di Ireneo Cancedda, che ha scelto di raccontare il proprio passato per trasformarlo in un’occasione di confronto e consapevolezza, soprattutto per i più giovani.
La collaborazione con l’ex detenuto si è sviluppata all’interno del progetto PCTO “Dentro e fuori, per una giustizia riparativa e inclusiva”, curato dalla docente Tuveri e realizzato con il coinvolgimento degli studenti della classe 3ªB del Liceo delle Scienze Umane “B. Croce”.
L’iniziativa, promossa dal dirigente dell’Istituto superiore “Don Deodato Meloni”, Bruno Sanna, ha rappresentato la tappa conclusiva di un percorso interdisciplinare di Educazione civica e Letteratura, coordinato dalla docente Arianna Garau. Con gli studenti della classe 4ªC A (indirizzo Sala), Garau ha affrontato il tema della giustizia riparativa partendo da Cesare Beccaria fino ad arrivare alle attuali prospettive di reinserimento sociale.
Durante l’incontro è stata proprio Arianna Garau a presentare il libro, mentre gli studenti della 4ªC hanno letto alcuni brani, creando in sala un clima di ascolto attento e partecipe. Da lì si è aperto un confronto diretto e intenso con l’autrice e con Ireneo Cancedda, che ha coinvolto anche gli studenti delle classi 2ªA, 4ªA e 4ªC.
Il dibattito ha permesso di approfondire il significato della funzione rieducativa della pena, mettendo in discussione stereotipi e pregiudizi legati alla detenzione e sottolineando l’importanza di un sistema che punti davvero al recupero della persona e alla responsabilizzazione.
A offrire uno sguardo concreto sulla realtà del carcere è stato anche Maurizio Spanu, cappellano della Casa circondariale di Oristano, che ha dialogato con i ragazzi sul valore del supporto umano e spirituale nei percorsi di riabilitazione.
L’iniziativa ha avuto anche una forte dimensione pratica: l’accoglienza e il “Caffè letterario” sono stati curati dagli studenti della 5ªC A (indirizzo Sala), coordinati dal docente Gabriele Sechi, che hanno dimostrato attenzione e professionalità.
La partecipazione della cittadinanza e la qualità degli interventi hanno confermato il ruolo della scuola come spazio di incontro tra giovani e territorio, capace di affrontare senza retorica temi complessi come la giustizia, la reintegrazione e l’inclusione sociale.
“L’incontro è stato davvero positivo”, racconta il dirigente scolastico Bruno Sanna. “Gli studenti hanno seguito con grande attenzione la testimonianza di Ireneo Cancedda e hanno posto domande molto interessanti”.
“Anche questo appuntamento”, aggiunge Sanna, “rientra tra le iniziative che cerco di promuovere insieme ai docenti, andando oltre le lezioni tradizionali. La scuola è anche questo: offrire agli studenti l’opportunità di confrontarsi su temi di educazione civica, stimolando la loro partecipazione attiva. Un approccio che mi è stato trasmesso dal mio compianto collega e maestro, Pino Tilocca, e che continuo a valorizzare ogni giorno”.

Il prossimo appuntamento, con data ancora da definire, sarà sulla scia di quello precedente, dedicato alla poesia e al suo abbinamento col cibo e che vedrà come ospite la poetessa siciliana Rosanna Badalamenti.

Giovedì, 15 gennaio 2026