Dehor, il Tar respinge la sospensiva: il regolamento del Comune resta in vigore
16 Gennaio 2026
La richiesta era stata presentata da alcuni esercenti del centro storico. Per i giudici i due anni concessi per l’adeguamento escludono danni alle attività

Dehor - Immagine d'archivio
Oristano
La richiesta era stata presentata da alcuni esercenti del centro storico. Per i giudici i due anni concessi per l’adeguamento escludono danni alle attività
Il Tar non ferma il regolamento sui dehor e, per ora, dà ragione al Comune di Oristano. I giudici amministrativi hanno respinto la richiesta di sospensione presentata da alcuni esercenti del centro storico, lasciando in vigore le norme approvate dal Consiglio comunale lo scorso settembre. Il ricorso era stato promosso da cinque attività – tra bar e ristoranti – che avevano impugnato la delibera con cui Palazzo Campus Colonna aveva messo nero su bianco nuove regole per l’installazione dei dehor. Nel mirino soprattutto le disposizioni sulla temporaneità delle strutture e il divieto, nel centro storico, dei dehor più ingombranti, quelli con pedane, coperture e delimitazioni fisse.
Secondo il Tar non ci sono le condizioni per intervenire in via d’urgenza. Nell’ordinanza i giudici spiegano che il regolamento prevede un periodo di due anni per consentire l’adeguamento delle strutture già esistenti alle nuove prescrizioni. Un lasso di tempo ritenuto sufficiente a escludere il rischio di un danno grave e irreparabile per le attività coinvolte. Da qui il no alla sospensiva. La decisione arriva dopo mesi di polemiche e un’approvazione consiliare tutt’altro che tranquilla. Il regolamento distingue tra dehor di tipo 1, più leggeri e facilmente rimovibili, e dehor di tipo 2, destinati a uscire progressivamente dal centro storico. Proprio su questo punto, durante il dibattito in aula, era stato esteso il termine per mettersi in regola: da sei mesi a due anni.
La vicenda giudiziaria non è chiusa: resta da affrontare il giudizio di merito. Intanto però le regole restano in piedi e il Comune può andare avanti, forte di una prima conferma arrivata dal Tar.
Venerdì, 16 gennaio 2026