Commozione per l’ultimo saluto a don Italo Schirra. In chiesa anche i primi scout di San Giuseppe
13 Gennaio 2026
Stamane la celebrazione

Oristano
Stamane la celebrazione
Oristano ha dato l’ultimo saluto a monsignor Italo Schirra, spentosi a 90 anni dopo una malattia, all’ospedale San Martino.
Da tempo era rientrato a Ghilarza, suo paese natale, dopo aver guidato per oltre quarant’anni la parrocchia di San Giuseppe Lavoratore, diventando una figura di riferimento non solo per la comunità parrocchiale ma per l’intera città.
La cerimonia funebre è stata celebrata dall’arcivescovo di Oristano, monsignor Roberto Carboni, insieme all’intero Capitolo metropolitano.
Una chiesa gremita di fedeli ha testimoniato l’affetto e la riconoscenza verso un sacerdote che ha segnato profondamente la vita religiosa e sociale di Oristano.
Tra i presenti anche numerosi ex boy scout, oggi con i capelli bianchi, che don Italo aveva voluto e riunito proprio nella chiesa di San Giuseppe.
A rendere ancora più significativo il momento, il coro che ha accompagnato le esequie, composto in gran parte da non più giovanissimi che avevano iniziato il loro cammino musicale nella chiesa voluta e seguita personalmente dal sacerdote.
Nel corso dell’omelia l’arcivescovo Carboni ha ricordato come don Italo avesse seguito in prima persona i lavori della chiesa nel quartiere di Sa Rodia, scegliendo di intitolarla a San Giuseppe Lavoratore, “un nome che rispecchiava il suo modo concreto e instancabile di vivere il ministero”. Monsignor Carboni da giovane sacerdote andava a confessarsi proprio da don Italo.
Ha inoltre sottolineato che le condizioni di salute del sacerdote si erano aggravate solo pochi giorni prima della morte. “Un amico, un sacerdote che ha guidato questa parrocchia con grande amore”, lo ha definito l’arcivescovo, evidenziando come la grande partecipazione al funerale sia stata la prova dell’attaccamento di don Italo a Oristano, alla sua parrocchia e alle tante persone incontrate nel corso degli anni. Un legame speciale lo univa anche al mondo dello scoutismo, che aveva fortemente voluto nella nuova chiesa.
Durante la celebrazione è stato ricordato anche il saluto dell’arcivescovo emerito monsignor Pier Giuliano Tiddia, che la sera precedente aveva chiesto di portare il suo messaggio di vicinanza ai parenti, ai parrocchiani e agli amici di don Italo.
Monsignor Roberto Carboni ha ripercorso le tappe principali della sua lunga vita sacerdotale di monsignor Italo Schirra: ordinato sacerdote nel 1962 da monsignor Sebastiano Fraghi, tre anni dopo arrivò a Oristano, dove rimase fino al 2010. Rientrato a Ghilarza, continuò a servire con discrezione e dedizione la comunità e la Chiesa del suo paese natale. Nel 2017 fu nominato Canonico onorario del Capitolo metropolitano e, nello stesso anno, prelato di Sua Santità.
Un gesto carico di significato ha toccato la celebrazione: sul feretro, ai piedi dell’altare, l’attuale parroco di San Giuseppe, monsignor Tonino Zedda, ha deposto il cappello da scout che era appartenuto a don Italo, simbolo di una vita spesa al servizio dei giovani, della Chiesa e della comunità.
Martedì, 13 gennaio 2026


