Caldaia guasta, troppo freddo all’Istituto Othoca. Protestano gli studenti: “Impossibile stare nelle aule”
9 Gennaio 2026
La brutta sorpresa al rientro dalle vacanze

Oristano
La brutta sorpresa al rientro dalle vacanze
La caldaia si è guastata e le temperature nelle aule dell’Istituto Othoca di Oristano sono scese stabilmente sotto la soglia minima di legge, rendendo impossibile fare lezione. “Non è solo un fastidio”, lamentano gli studenti, “è un disagio che pesa su di noi, sui docenti e su tutto il personale scolastico. Dobbiamo necessariamente fare riferimento alle disposizioni legislative come il D.Lgs. 81/08 e il D.P.R. 74/2013, che dicono che a scuola dovrebbero esserci circa 20°C, con un limite invalicabile di 18°C. Eppure, termometro alla mano, siamo sotto il limite. Parliamo di misurazioni che sono state prese anche ore dopo l’ingresso a scuola”.
“Chiederci di restare seduti per ore in classi che non rispettano queste norme significa ignorare la nostra sicurezza”, dichiarano gli studenti, che ora attendono disposizioni chiare.
I disagi sono stati segnalati al rientro a scuola dopo le vacanze di Natale. Mercoledì scorso, 7 gennaio, intorno alle 10 gli studenti sono usciti dall’Istituto, senza autorizzazione. Ieri sono entrati regolarmente, ma si sono rifiutati di fare lezione. Oggi, invece, le attività sono riprese. Ai ragazzi è stato assicurato che sono disponibili sette aule riscaldate, poche per pensare di ospitarli tutti, e che al momento le caldaie sono in fase di collaudo.
“Siamo stanchi di sentirci dire che dobbiamo stare qui per il diritto allo studio, quando nei fatti”, lamentano i rappresentanti di istituto, “questo diritto ci viene negato da un’istituzione che manca ai propri doveri, offrendo delle aule gelide. Non è la prima volta che succede: siamo stanchi di dover sempre ‘sopportare’ e pagare a nostre spese il peso di una manutenzione che non funziona. La nostra protesta non è una scusa per saltare lezioni, ma la richiesta di un ambiente dignitoso. Studiare al gelo non è un dovere, è una mancanza di rispetto per tutti noi”.
“Il diritto allo studio non è un concetto astratto che giustifica la presenza fisica a ogni costo, ma un diritto che deve essere esercitato in un ambiente sano, un diritto conseguenza di un dovere da parte delle istituzioni. Chiedere il rispetto delle temperature minime”, concludono gli studenti, “non è un atto di assenteismo, ma una pretesa di legalità. Si attende ora un intervento deciso e risolutivo dalle autorità competenti”.
Venerdì, 9 gennaio 2026