A Oristano le immagini della Gaza ferita nella mostra “Mai più è adesso”
19 Gennaio 2026
Ospita gli scatti del fotografo palestinese Hossam Anwar. Inaugurazione con collegamento video e raccolta fondi solidale

Oristano
Ospita gli scatti del fotografo palestinese Hossam Anwar. Inaugurazione con collegamento video e raccolta fondi solidale
Le immagini della Gaza martoriata arrivano a Oristano con una mostra fotografica che inaugura sabato 24 gennaio. Promossa dal Global Movement to Gaza di Oristano, in collaborazione con l’associazione D’AltraParte, l’esposizione si intitola “Mai più è adesso” e raccoglie gli scatti del fotografo palestinese Hossam Anwar.
La mostra sarà visitabile in via Mameli 13, a Oristano, dal 25 al 31 gennaio, tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19, con l’eccezione di mercoledì 28, quando chiuderà alle 18.
“Hossam Anwar è un giovane fotografo di Gaza che negli ultimi anni ha documentato la distruzione e la sofferenza del suo popolo e della sua terra, vivendo sulla propria pelle la stessa violenza e la stessa tragedia”, spiegano gli organizzatori. “Le sue fotografie raccontano l’orrore del genocidio, ma restituiscono anche la determinazione del popolo palestinese, il desiderio di vita e la volontà di resistere nonostante tutto”.
La mostra ha anche uno scopo solidale: “Mai più è adesso vuole amplificare il lavoro di testimonianza di Hossam Anwar e sostenere la campagna di raccolta fondi che ha attivato. Durante l’esposizione sarà quindi possibile acquistare le sue fotografie, il cui ricavato gli sarà devoluto”.
L’inaugurazione è in programma alle 18.30 e vedrà la partecipazione del fotografo in collegamento video. “Avremo l’onore di confrontarci direttamente con lui”, spiegano ancora gli organizzatori. A seguire è previsto un aperitivo con piatti tipici della cucina palestinese, a cura dell’Antica Dimora del Gruccione di Santu Lussurgiu.
Nel corso della settimana sono in programma anche alcuni eventi collaterali, tra cui la proiezione del documentario “Deferred Reclaim”, nell’ambito di un incontro con l’associazione Memoria Mediterranea, impegnata nel supporto alla ricerca delle persone migranti disperse nel Mediterraneo, e quella del documentario di animazione spagnolo “MAKUN (No llores)”, che raccoglie le testimonianze di migranti trattenuti nei centri di detenzione e rimpatrio. Sabato 31 si terrà l’evento di chiusura della mostra.
L’ingresso è libero, ma soggetto a limitazioni per motivi di sicurezza. È gradita un’offerta all’ingresso.
Lunedì, 19 gennaio 2026