Solo 9 ore di Lis per il bambino sordo: “Perché il Comune resiste in giudizio, invece di garantire il servizio?”
19 Dicembre 2025
La minoranza contesta e chiede spiegazioni

Il Comune di Oristano
Oristano
La minoranza contesta e chiede spiegazioni
Un bambino completamente sordo che frequenta le scuole medie a Oristano si trova oggi al centro di un paradosso burocratico: nonostante trascorra 32 ore settimanali a scuola, il Comune ne garantisce solo 9 con un’esperta di lingua dei segni. La vicenda ha già visto l’amministrazione perdere in primo grado contro la famiglia del minore, ma invece di risolversi si è trasformata in un braccio di ferro giudiziario. E ora approda in Consiglio comunale.
“Perché limitare il servizio a sole 9 ore? E perché il Comune ha deciso di resistere in giudizio, nonostante la famiglia avesse vinto in primo grado, invece di garantire al minore il pieno diritto all’istruzione?” chiedono i consiglieri di minoranza nell’interpellanza urgente rivolta al sindaco e all’assessora ai Servizi Sociali.
Per uno studente con sordità totale, l’assenza di un interprete LIS non è un semplice disagio, ma un vero e proprio muro comunicativo. Senza supporto per 23 ore su 32, il ragazzo resta escluso dalle lezioni, dai compagni e dalla vita scolastica. Secondo i firmatari dell’interpellanza — Maria Obinu, Umberto Marcoli, Giuseppe Obinu, Francesco Federico, Francesca Marchi, Massimiliano Daga, Carla Della Volpe e Speranza Perra — questa situazione “rischia di compromettere gravemente il percorso scolastico, l’autonomia e il benessere psicologico del minore”.
A far discutere l’opposizione è soprattutto la scelta di Palazzo degli Scolopi di non dare seguito alla sentenza di primo grado. Invece di potenziare il servizio educativo in linea con la Legge 104 e le recenti riforme, l’amministrazione ha preferito proseguire la contesa legale.
L’interpellanza richiama i principi di uguaglianza e pari opportunità: numerose sentenze hanno già stabilito che gli enti locali devono garantire assistenza adeguata e continuativa. Mentre la battaglia legale prosegue, resta l’urgenza di un intervento che permetta a un giovanissimo cittadino di frequentare la scuola al pari dei coetanei, senza dover dipendere dai tempi della giustizia
Venerdì, 19 dicembre 2025
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