All’Othoca un tuffo nella Sardegna degli anni Cinquanta con il graphic novel Boriccu
15 Dicembre 2025
Stamane la presentazione nell'aula magna della scuola

Oristano
Stamane la presentazione nell’aula magna della scuola
Un’opera che intreccia delitti, silenzi e verità dimenticate della Sardegna degli anni Cinquanta incontra le nuove generazioni in un progetto di riflessione collettiva. Quando il fumetto si fa strumento di memoria e giustizia sociale, l’arte diventa ponte tra passato e presente. È questo lo spirito che ha animato la presentazione di Boriccu, il graphic novel che questa mattina è stato protagonista presso l’aula magna dell’Othoca, in un incontro che ha visto impegnati non solo gli autori dell’opera, ma soprattutto gli studenti, chiamati a confrontarsi con una pagina della storia sarda.
La Sardegna degli anni Cinquanta rivive nelle tavole di Francesco Contu, illustratore che con il suo tratto narrativo restituisce volti, atmosfere e paesaggi di un’epoca segnata da contraddizioni e silenzi. Edito da Manlio Manca, della casa editrice Iskra di Ghilarza e realizzato con il sostegno della cooperativa Luna Blu, Boriccu nasce dalla collaborazione tra Contu, Matteo Grussu per la cura editoriale e Stefania Andolfo per i dialoghi: un lavoro corale che ha dato vita a un’opera capace di intrecciare mistero, emozione e senso di responsabilità collettiva. Al centro della narrazione, due delitti avvenuti in un piccolo paese dell’entroterra sardo.
Faida familiare o epilogo tragico di una vendetta irrisolta? Il graphic novel non offre risposte facili, ma sceglie di abitare la zona d’ombra dove si annidano silenzi, memorie difficili e verità complesse. È proprio in questo spazio grigio che emerge una Sardegna autentica, lontana dagli stereotipi, fatta di chiaroscuri, relazioni, fragilità e forza.
Ma perché parlare di delitti avvenuti settant’anni fa a ragazze e ragazzi di oggi? Gli organizzatori dell’incontro, i professori Debora Porcu e Andrea Maulu, suggeriscono diverse chiavi di lettura “la memoria come luogo collettivo da abitare con cura e responsabilità; la consapevolezza che ogni comunità, anche la più piccola, porta con sé storie invisibili che meritano attenzione; l’importanza di dare voce a chi non l’ha avuta come gesto di giustizia e inclusione. E ancora, la scoperta che i linguaggi artistici come il fumetto possono aiutare a comprendere la complessità del reale con empatia e profondità”. Boriccu si propone dunque non solo come un giallo avvincente, ma come uno strumento di riflessione sulla nostra storia, sulle relazioni e sulla costruzione di comunità più consapevoli e inclusive.

“La nostra scuola pone al centro della propria missione educativa l’inclusione e l’attenzione alla peculiarità di ogni singolo studente”, spiega il dirigente scolastico Serafino Piras, “ogni ragazza e ragazzo porta con sé un bagaglio unico di esperienze, talenti e necessità, e per questo motivo il nostro approccio didattico è orientato alla valorizzazione delle diversità come risorsa per l’intera comunità scolastica”.
Sono stati le studentesse e gli studenti a condurre e moderare l’incontro, favorendo un dialogo aperto e vicino alla loro sensibilità. Le quattro le classi coinvolte nel progetto, 1ªG, 1ªM, 2ªF e 4ªE, si sono preparate con grande interesse e impegno per questo evento, che si inserisce in una visione educativa ampia, che vede nella cultura e nella memoria collettiva strumenti fondamentali per la crescita delle nuove generazioni.
“L’incontro di questa mattina”, spiega la docente Francesca Trebino, “rappresenta, quindi, molto più di una semplice presentazione editoriale: è stata un’occasione per le nuove generazioni di confrontarsi con le zone d’ombra della storia locale, di riflettere sulle dinamiche sociali che ancora oggi attraversano le comunità, di comprendere che ogni silenzio nasconde una verità che attende di essere ascoltata. Perché, come ricorda Boriccu, dare voce alle storie dimenticate è il primo passo per costruire una società più giusta e consapevole”.
Lunedì, 15 dicembre 2025