A teatro si fa inclusione con lo spettacolo “E io che volevo essere normale”
3 Dicembre 2025
Sul palco la compagnia Tealtro

La compagnia teatrale Tealtro
Oristano
Sul palco la compagnia Tealtro
Sotto le festività natalizie al teatro Garau di Oristano arriva “E io che volevo essere normale”, spettacolo che porterà tutti a pensare, ragionare, guardare gli altri e la quotidianità da un altro punto di vista. Scritto e diretto dalla regista Sara Dessena e interpretato dagli attori di Sea Scout e della compagnia teatrale Tealtro, “E io che volevo essere normale” andrà in scena venerdì 12 dicembre alle ore 18.30. Si potrà partecipare su prenotazione tramite il sito seascout-group.org o inviando un messaggio WhatsApp al numero 346 328 6001.
Sul palcoscenico del Garau saliranno gli attori con e senza disabilità intellettivo-relazionale. “E io che volevo essere normale” ha una grande ambizione: dimostrare che l’inclusione vera e propria non è un gesto che si può compiere occasionalmente ma è fatto di ascolto, dialogo, comprensione e valorizzazione delle differenze. Lo spettacolo vedrà la partecipazione anche di persone che non convivono con la disabilità: Giovanni Romano, Gabrielo La Porta e Stefania Andolfo.
Le attrici e gli attori sono impazienti di presentarsi ai propri spettatori. “È uno spettacolo che darà emozioni forti”, promette Giulia Andolfo. E se da un lato c’è l’impazienza per vedere realizzato questo spettacolo, dall’altro c’è, tra gli attori, la consapevolezza di quanto l’arte teatrale sia di grande aiuto nella vita di tutti i giorni. “Il teatro mi ha aiutato a superare la timidezza”, spiega Marcus Ledda. “Questo lavoro ha una morale: tutti abbiamo dei difetti e chi non ne ha, sta fuori dalla realtà”, commentano Marco Andrea Mancosu e Luca Foxi. “Le cose più semplici sono le più importanti”, spiega Valentina Cadoni. “Venite a vederci, non perdetevi lo spettacolo, ci sarà da ridere!”, promette la giovane attrice.
La storia si snoda nello studio medico del dottor Frot, una caricatura giocosa e irriverente del celebre Freud. Qui, giorno dopo giorno, si avvicendano personaggi vivaci e imprevedibili che accompagnano il pubblico in un viaggio dentro un mondo rovesciato, dove nulla è come appare e dove la “normalità”, intesa come rigido stereotipo, viene smontata pezzo dopo pezzo. Al contrario, la realtà della disabilità emerge come un autentico punto di forza, un modo diverso e potente di stare al mondo. Con leggerezza, ironia e spontaneità, lo spettacolo mette in dialogo normalità e fragilità, rivelando come spesso siano proprio le etichette a limitarci più delle difficoltà stesse.
Dal supermercato fino alla metropolitana, è qui, nei luoghi della quotidianità, che va in scena “E io che volevo essere normale”. Gli attori mettono in evidenza temi come l’amicizia, i pregiudizi, l’amore, i dettami sociali. Tra risate, equivoci e situazioni paradossali, il pubblico viene preso per mano e guidato in una riflessione profonda e al tempo stesso leggera, capace di illuminare ciò che spesso non si osa guardare da vicino.
“In questo spettacolo si parla di leggerezza”, spiega la regista Sara Dessena, “portare sul palcoscenico un lavoro come questo ha un grande significato, perché dietro ci possono essere pochi mesi o un anno di studio e prove. Lo spettacolo è solo la punta dell’iceberg del grande lavoro che facciamo attraverso l’arte della recitazione, i risultati sono positivamente tangibili anche nelle vite di ciascuno. I ragazzi e le ragazze si stanno impegnando con molta serietà, con concentrazione e sono certa che questo arriverà al pubblico”.
“Se in Power of Sport i nostri ragazzi sono atleti”, evidenzia il fondatore di Sea Scout, Riccardo La Porta, “in questo caso sono dei veri e propri attori. Il loro impegno è massimo anche in queste settimane che precedono lo spettacolo. In Sea Scout quella teatrale è un’attività principe che custodiamo gelosamente. Siamo molto orgogliosi che sia Sara Dessena a occuparsi con grande professionalità di questa attività fondamentale, in cui anche gli educatori e gli psicologi trovano riscontro positivo”.
L’evento si svolge con il patrocinio della Pro loco di Oristano.
Mercoledì, 3 dicembre 2025