Istruzione, pace e speranza: in città la testimonianza della giornalista palestinese Aya Ashour
14 Novembre 2025
Ieri al Centro Servizi Culturali e oggi con gli studenti del De Castro Contini, promotore dell'iniziativa

Oristano
Ieri al Centro Servizi Culturali e oggi con gli studenti del De Castro Contini, promotore dell’iniziativa
Due giorni per ascoltare una voce che arriva da Gaza. Una voce giovane, determinata, che racconta dolore ma soprattutto speranza.
Questo il messaggio che la giovane giornalista e ricercatrice palestinese Aya Ashour, laureata in Diritto Internazionale presso l’Università Al-Azhar di Gaza, ha voluto trasmettere ieri sera al pubblico presente al Centro Servizi Culturali, e questa mattina agli studenti del quarto e quinto anno delle tre sedi del “De Castro-Contini” di Oristano.
Entrambi i due incontri – moderati dalla professoressa Sabrina Sanna, responsabile delle attività culturali dell’IIS De Castro-Contini, coadiuvata nella traduzione dall’inglese dalla professoressa Francesca Carboni – si sono svolti nel segno di due temi, cari alla giornalista Ashour: istruzione e pace.
La giornata di ieri si è aperta con il ricordo di Pino Tilocca, il suo impegno per il dialogo e la costruzione della pace, e il ruolo che ha avuto nel promuovere iniziative come questa. Sono seguiti poi due brevi contributi video: il saluto del rettore dell’Università per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari, con il quale è stata resa possibile l’iniziativa, e quello dell’attuale dirigente scolastico dell’Istituto, Giuseppe Scarpa, che ha confermato la volontà di proseguire il percorso avviato dal collega Tilocca.

Al centro dell’incontro di ieri, quindi, l’esperienza di Aya Ashour: una giovane di 24 anni con un bagaglio culturale e umano straordinario, e con una storia che racconta quanto l’istruzione sia essenziale in un contesto difficile come quello della Palestina.
“Dall’inizio del conflitto” – ha spiegato – “sono state distrutte tutte le università, le scuole, i parchi. Tutti i luoghi di cultura e di aggregazione. Eppure non ci siamo fermati”. Ha ricordato anche l’altissimo numero di insegnanti presenti in Palestina e il fatto che solo il 2% della popolazione è analfabeta, un dato che testimonia la centralità dell’educazione per il popolo palestinese e che la stessa Aya Ashour ha voluto ribadire anche questa mattina davanti ai giovani studenti.
Rivolgendosi a loro, Ashour ha ribadito come “la grande importanza che attribuiamo all’istruzione, il valore dell’educazione, sia una forma di resilienza”. E ha aggiunto: “Prendetevi cura della vostra formazione, non date nulla per scontato. L’istruzione è ciò che ci permette di costruire il futuro dei giovani di Gaza. E ciò che accade altrove riguarda anche voi”.
Nel corso dell’incontro di questa mattina sono stati poi mostrati alcuni video realizzati dalla giornalista: testimonianze di giovani palestinesi che raccontano la loro quotidianità, la loro resistenza, la loro volontà di andare avanti nonostante tutto.
Tra queste, significativa la storia di una studentessa sfollata tredici volte, una ragazza che ha perso amici, routine, punti di riferimento. I suoi disegni, mostrati agli studenti di Oristano, raccontano allo stesso tempo fragilità e forza. «Non è facile vedere un mondo a colori quando sei una bambina che vive a Gaza», ha commentato Ashour.
La missione che Aya si è data venendo in Italia è chiara: attraverso il suo lavoro, ricordare l’importanza della cultura e farsi portavoce dei valori fondamentali legati alla libertà, ai diritti e ai diritti umani, che – come ha sottolineato – “nessuno può togliere”.

In risposta poi a una domanda della professoressa Sabrina Sanna sul significato dell’essere giovani e sul valore della speranza, Ashour ha raccontato: “la speranza è ciò che mi ha tenuta in vita e che mi ha permesso di arrivare qui e realizzare il mio sogno. A scuola progettavo il mio futuro: sognare mi aiutava a resistere. L’educazione è fondamentale per raggiungere i propri obiettivi e costruire un futuro possibile, per noi e per la nostra comunità. Perché la nostra comunità, il nostro Paese, è lo spazio dove viviamo oggi ma anche dove vivremo domani”.
L’iniziativa di ieri e di oggi è il risultato di una stretta collaborazione tra l’Istituto “De Castro-Contini” e il professor Tomaso Montanari, rettore dell’Università per Stranieri di Siena, ed è stata fortemente voluta anche dal compianto Pino Tilocca, che aveva dedicato questo anno scolastico a un percorso incentrato sul tema della pace.
Qui una nota biografica di Aya Ashour a cura dell’Istituto “De Castro-Contini”.
Venerdì, 14 novembre 2025


