Fili invisibili tra natura, memoria e scienza con il FestivalScienza all’Othoca
15 Novembre 2025
Diciotto laboratori e quattro conferenze guidano studenti e pubblico alla scoperta delle connessioni tra ecosistemi, archivi storici e storie di pionieri della medicina

Oristano
Diciotto laboratori e quattro conferenze guidano studenti e pubblico alla scoperta delle connessioni tra ecosistemi, archivi storici e storie di pionieri della medicina
Diciotto laboratori didattici, quattro conferenze e quasi 700 partecipanti: l’Istituto industriale Othoca di Oristano si prepara ad accogliere la decima edizione del FestivalScienza Oristano, il 18 e 19 novembre, nell’ambito della diciottesima edizione del FestivalScienza di Cagliari, organizzato dall’Associazione ScienzaSocietàScienza.
Il tema di quest’anno, Tramas, invita a esplorare i fili invisibili che collegano natura, memoria e società, intrecciando saperi scientifici, storie umane e scoperte che disegnano il nostro futuro collettivo.
I laboratori offriranno agli studenti l’opportunità di approfondire le tematiche scientifiche attraverso esperienze dirette, mentre le conferenze in aula magna porteranno relatori di prestigio nazionale a condividere ricerche, riflessioni e storie coinvolgenti. Tra i partecipanti ai laboratori si sfiorano i 700 iscritti, senza contare il pubblico esterno che parteciperà alle conferenze.
“Sono molto felice di questa iniziativa, che ho sempre appoggiato sin dai tempi in cui insegnavo”, spiega il dirigente scolastico Serafino Piras. “Per i nostri studenti rappresenta un’opportunità straordinaria: spiegare ai visitatori quanto hanno realizzato e appreso li costringe a rielaborare le conoscenze, trovare parole nuove e rispondere a domande impreviste. È proprio in questo processo che sviluppano capacità di problem solving e imparano davvero l’educazione tra pari. Quando insegni qualcosa a qualcun altro, la impari una seconda volta, ma più profondamente”.
La prima giornata del festival intreccia i fili della natura e della sostenibilità, sottolineando l’urgenza di riparare il tessuto ambientale del pianeta. Roberto Danovaro, ecologo e docente di Marine Ecosystem Restoration presso l’Università Politecnica delle Marche, apre il festival presentando il suo libro “Restaurare la Natura”. Danovaro, che insegna nel master internazionale IMBRSea, mostrerà come strategie scientifiche concrete e innovative possano invertire i danni agli ecosistemi, rigenerare habitat naturali compromessi e restituire equilibrio alla biodiversità. Simone Fazio, ricercatore del Centro di Recupero del Sinis (CRES) di Cabras, immergerà poi il pubblico nelle acque del Mediterraneo raccontando le storie di salvataggio della tartaruga marina Caretta caretta. Tra sfide quotidiane, successi e strategie innovative, Fazio dimostra come scienza, passione e dedizione possano garantire la sopravvivenza di questi straordinari simboli della biodiversità marina.
La seconda giornata sposta l’attenzione sulle trame della memoria, esplorando come documenti storici e biografie individuali tessano la storia collettiva e preservino l’identità culturale. Monica Grossi, dirigente archivista di Stato, guiderà il pubblico in un viaggio tra faldoni e carte antiche. Gli archivi si rivelano così autentici laboratori in cui il passato dialoga con il presente, custodendo storie dimenticate, preservando diritti e svelando tesori della nostra eredità culturale.
Eugenia Tognotti, docente di Storia della Medicina all’Università di Sassari, chiuderà il festival presentando “Del coraggio e della passione”. L’avventurosa storia di Adelasia Cocco. Attraverso documenti d’archivio, Tognotti racconta la vita di Adelasia Cocco, prima donna medico condotto nell’Italia contemporanea (1914-1954), illuminando le trasformazioni sociali del Novecento e le conquiste femminili nelle professioni sanitarie, tra storia della medicina, lotta per i diritti e cambiamento culturale.
“Il FestivalScienza Othoca 2025 invita studenti e pubblico a scoprire come le diverse trame – ambientali, documentali, biografiche – si intreccino per costruire la comprensione del mondo e la memoria di chi siamo”, commenta la docente Francesca Trebino.
Sabato, 15 novembre 2025