Costruire la pace: in città due incontri con la giornalista palestinese Aya Ashour
9 Novembre 2025
Promuove l'iniziativa l'Istituto superiore "De Castro-Contini" di Oristano

La giornalista e ricercatrice palestinese Aya Ashour
Oristano
Promuove l’iniziativa l’Istituto superiore “De Castro-Contini” di Oristano
La giornalista e ricercatrice palestinese Aya Ashour fa tappa in città, con due incontri che la vedranno come protagonista.
L’iniziativa nata grazie alla stretta collaborazione tra l’Istituto “De Castro – Contini” di Oristano e il professor Tomaso Montanari, rettore dell’Università per Stranieri di Siena, prevede due appuntamenti in programma il 13 e 14 novembre.
Nel pomeriggio di giovedì la giornalista sarà ospite presso il Centro Servizi Culturali UNLA, alle ore 18.00 per un incontro pubblico. È possibile prenotare il proprio posto scrivendo all’indirizzo email del centro [email protected] entro le ore 12 del 13 novembre.
Il giorno seguente, alle 9.30, presso la palestra del Liceo Classico “De Castro”, Aya Ashour incontrerà gli studenti del quarto e quinto anno delle tre sedi della scuola.
In entrambe la giornalista dialogherà con la professoressa Sabrina Sanna, responsabile delle attività culturali dell’IIS De Castro-Contini, coadiuvata nella traduzione dall’inglese dalla professoressa Francesca Carboni.
“La sua presenza ad Oristano è stata fortemente voluta da Pino Tilocca, che per la sua scuola aveva progettato, per quest’anno scolastico, un percorso sul tema della pace, che è già iniziato lo scorso 28 ottobre con la partecipazione di circa 300 studenti dell’IIS “De Castro-Contini” alla proiezione del film No other land, vincitore del premio Oscar come miglior documentario a marzo 2025″, spiega Dora Pinna, vicepreside dell’Istituo. “Un tema, questo, molto sentito dal compianto dirigente, tanto che la scuola è inserita anche in un programma di formazione per docenti sulla pace disarmata”.
La biografia. Di seguito una nota biografica di Aya Ashour a cura dell’Istituto “De Castro-Contini”.
Giovane giornalista e ricercatrice palestinese, Aya Ashour si è laureata in Diritto Internazionale presso l’Università Al-Azhar di Gaza.
Ha iniziato da giovanissima a scrivere e documentare la vita quotidiana nella Striscia, con un’attenzione particolare alle donne, ai bambini e al diritto all’educazione in contesti di guerra.
Nel 2023 ha intrapreso un progetto di documentazione personale e collettiva che racconta la quotidianità del conflitto dal punto di vista civile, un archivio di memoria visiva e scritta che oggi rappresenta una delle poche testimonianze dirette di quella realtà.
Nota al pubblico italiano per le sue corrispondenze su Il Fatto Quotidiano con le quali ha raccontato la tragedia del suo popolo e quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza.
Grazie ad una petizione lanciata dallo stesso giornale, all’impegno civile e istituzionale dell’Università per Stranieri di Siena, all’intervento personale del Rettore, professor Tomaso Montanari, e a quello del Ministro degli Esteri e della ministra dell’Università e della Ricerca, Aya ha potuto lasciare la sua terra per arrivare in Italia dove, dallo scorso giugno, è accolta dall’Università per Stranieri di Siena per portare a termine un lavoro di ricerca sul trauma e sul danno subito dal popolo palestinese, in una prospettiva di genere.
Lo scorso 18 ottobre, insieme ad altri due giornalisti palestinesi, ha ricevuto il Premio giornalistico Colombe d’Oro per la Pace, un premio istituito dall’IRIAD (Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo) nel 1986 con l’obiettivo di incoraggiare il mondo dell’informazione a farsi portavoce dei temi della pace e del controllo degli armamenti. La Giuria del Premio ha inteso riconoscere il coraggioso lavoro dei giornalisti palestinesi che, a rischio della propria vita, documentano la realtà di Gaza.
Il 6 novembre le è stato assegnato il più alto riconoscimento conferito dal MedFilm Festival, il Premio Koinè – rivolto a personalità del mondo dell’arte, della scienza, dell’impresa culturale e dell’associazionismo che si siano distinte per l’impegno a mantenere vivo il dialogo tra i popoli del Mediterraneo – con la seguente motivazione:
“Per aver difeso, con la forza della verità e della parola, il diritto all’informazione e all’istruzione, raccontando al mondo cosa significa vivere oggi a Gaza. In una Striscia chiusa alla stampa internazionale da oltre due anni, Aya Ashour ha narrato con lucidità e profonda dignità gli orrori della guerra e la resilienza del suo popolo, continuando a testimoniare anche sotto le bombe la realtà della sua famiglia e dei civili intrappolati nel conflitto. Operatrice umanitaria con Save the Children e Médecins du Monde – Svizzera, giornalista per Il Fatto Quotidiano e oggi ricercatrice presso l’Università per Stranieri di Siena, Aya incarna il coraggio di chi trasforma il dolore in conoscenza e la testimonianza in impegno civile. Simbolo di verità, dignità e resistenza, la sua voce continua a ricordarci il valore universale della giustizia e della vita”.
Domenica, 9 novembre 2025