Avvocati per Gaza: da Oristano un messaggio di vicinanza alla Palestina che soffre
3 Ottobre 2025
L'iniziativa in Tribunale

Oristano
L’iniziativa in Tribunale
Dagli avvocati del Foro di Oristano un messaggio di solidarietà per la popolazione di Gaza. Da oggi, per una settimana, ci sarà un presidio in Tribunale. Lo ha reso noto Rosaria Manconi, consigliera dell’Ordine degli avvocati di Oristano.
In queste giornate, in apertura della prima udienza penale e della prima udienza civile, verrà letto dagli avvocati che hanno aderito all’iniziativa un documento “per testimoniare che le coscienze di chi contribuisce all’amministrazione della giustizia non sono indifferenti rispetto ai crimini commessi in danno della popolazione palestinese e per fare un appello alle istituzioni, perché si pretenda il rispetto del diritto e dei diritti fondamentali dei civili inermi”.
Di seguito il testo integrale letto dagli avvocati:
Di fronte alle notizie sulla violazione sistematica e protratta del diritto alla vita e degli altri diritti fondamentali della popolazione civile di Gaza, il silenzio ha smesso da tempo di essere un’opzione. Sorge il dovere per tutti – ma in particolare per quanti con la loro professione quotidianamente operano a presidio della legalità e del rispetto della dignità e delle libertà fondamentali – di non voltare lo sguardo di fronte alle gravi violazioni del diritto internazionale.
Come avvocati sentiamo il dovere di ricordare che lo Stato italiano, per Costituzione e per legge, e con l’adesione a trattati e convenzioni, ha scelto la tutela dei diritti fondamentali e la persecuzione dei crimini internazionali. Le ragioni di questa scelta sono tra l’altro compendiate nello Statuto della Corte Penale Internazionale, firmato a Roma nel 1998, sottoscritto da 125
Paesi, e ratificato con legge dello Stato nel 1999.
Per testimoniare che le coscienze di chi ogni giorno contribuisce all’amministrazione della giustizia non sono indifferenti alle ingiustizie perpetrate nei confronti del più deboli, e per fare appello a tutte le istituzioni perché si pretenda il rispetto del diritto e dei diritti fondamentali dei civili, vogliamo dare lettura del Preambolo della Legge 12 luglio 1999, n. 232, di Ratifica ed esecuzione dello statuto istitutivo della Corte penale internazionale:
“Consapevoli che tutti i popoli sono uniti da stretti vincoli e che le loro culture formano un patrimonio da tutti condiviso, un delicato mosaico che rischia in ogni momento di essere distrutto;
Memori che nel corso di questo secolo, milioni di bambini, donne e uomini sono stati vittime di atrocità inimmaginabili che turbano profondamente la coscienza dell’umanità;
Riconoscendo che crimini di tale gravità minacciano la pace, la sicurezza ed il benessere del mondo;
Affermando che i delitti più gravi che riguardano l’insieme della comunità internazionale non possono rimanere impuniti e che la loro repressione deve essere efficacemente garantita mediante provvedimenti adottati in ambito nazionale ed attraverso il rafforzamento della cooperazione internazionale;
Determinati a porre termine all’impunità degli autori di tali crimini contribuendo in tal modo alla prevenzione di nuovi crimini; Rammentando che è dovere di ciascuno Stato esercitare la propria giurisdizione penale nei confronti dei responsabili di crimini internazionali”.

Venerdì, 3 ottobre 2025