Un futuro per i disabili rimasti soli: a Oristano inaugurata La casa di Ivan
29 Settembre 2025
Nuova struttura al centro Il Gabbiano

Oristano
Nuova struttura al centro Il Gabbiano
La Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione ha inaugurato la casa di Ivan, naturale completamento del progetto del centro diurno Il Gabbiano. Quest’ultimo, attivo da oltre 40 anni, è un punto di riferimento fondamentale nella provincia di Oristano per le persone con disabilità e le loro famiglie. La comunità residenziale rappresenta un importante passo avanti nella missione di servizio e accoglienza della Congregazione, che ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di innovare e di adattarsi alle esigenze della comunità locale.
“La Congregazione, con il suo impegno costante e la sua dedizione, ha lavorato, con un team di professionisti dedicati, per creare un ambiente accogliente, improntato sul modello della famiglia, che garantisce dignità e autonomia a chi vive con una disabilità. Il progetto è stato pensato anche per rispondere alle esigenze del ‘Dopo di noi’, ovvero garantire un futuro sicuro e sereno alle persone con disabilità che sono prive di validi riferimenti familiari”, afferma Monica Giglio, responsabile della struttura. “La casa di Ivan è stata progettata per garantire servizi di alta qualità, tra cui assistenza, supporto educativo e attività socio-ricreative e sportive, al fine di promuovere la partecipazione sociale e l’inclusione degli ospiti”.
La presenza del viceprefetto Giuseppe Rania e di altre autorità locali, che hanno espresso il loro sostegno e la loro gratitudine per l’impegno profuso nella realizzazione di questa iniziativa, conferma l’importanza di questo progetto per la comunità locale.
La struttura ha ricevuto la benedizione dell’arcivescovo di Oristano Roberto Carboni, il quale, insieme al superiore provinciale della Congregazione, fratel Aldo Genova, ha tagliato il nastro simbolico, sancendo ufficialmente l’apertura della casa di Ivan. La presenza del superiore provinciale ha sottolineato l’impegno globale della Congregazione a favore delle persone con disabilità e la sua volontà di offrire servizi di alta qualità per garantire dignità e autonomia.

Il nome La casa di Ivan è stato scelto per ricordare Ivan Bonifacio Pavletic, membro della Congregazione fondata dal Beato Luigi Monti. Ivan morì a soli 33 anni, dopo diversi anni di vita religiosa in Italia. Ha incarnato valori come la compassione, la dedizione e la cura per gli altri, che la Congregazione vuole continuare a promuovere attraverso la casa di Ivan.
“Il suo nome”, si legge in una nota, “ricorda l’importanza di dare un nome e un volto a ogni persona che verrà accolta in questa comunità, sottolineando l’impegno a trattare ogni ospite con amore e rispetto. Ci auguriamo che questo progetto possa servire da esempio e da ispirazione per altre iniziative simili, al fine di promuovere una società più inclusiva e accogliente per tutti”.

Lunedì, 29 settembre 2025