Gli studenti sono pochi, cancellata la classe quinta del “Mossa” nel carcere di Massama
5 Settembre 2025
Maria Grazia Caligaris (SDR): ‘Una decisione discriminatoria e un errore applicare i criteri ministeriali alle scuole carcerarie"

Il carcere di Massama
Massama
Maria Grazia Caligaris (SDR): ‘Una decisione discriminatoria e un errore applicare i criteri ministeriali alle scuole carcerarie”
La classe quinta del corso di Amministrazione, Finanza e Marketing dell’Istituto Tecnico Commerciale “Lorenzo Mossa”, prevista per la Casa di Reclusione di Oristano-Massama, non sarà attivata quest’anno a causa del numero troppo esiguo di studenti. A denunciare la decisione è Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”: “Non si possono applicare alle scuole carcerarie criteri ministeriali già fortemente criticati altrove in Sardegna, dove lo spopolamento riduce drasticamente gli iscritti”.
“La decisione di cancellare la classe non è solo un atto discriminatorio nei confronti di persone, che non hanno alternative, ma attenta pesantemente al diritto all’istruzione e all’articolo 27 della Costituzione”, sostiene ancora Caligaris.
“Apprendere che 3 detenuti della sezione alta sicurezza e uno comune dell’Istituto Penitenziario oristanese, arrivati alla classe quinta con fatica, non potranno concludere il corso di studi”, sottolinea Caligaris, “appare davvero inaccettabile. “È vero che non si tratta di scuola dell’obbligo, tuttavia riguarda il diritto allo studio di persone che, private della libertà, hanno manifestato una costante volontà di migliorare se stesse e raggiungere un obiettivo importante. Anche la scelta di accorpare le classi per ovviare ai numeri esigui di iscritti appare umiliante e non risponde auna corretta gestione del percorso scolastico”.
“È paradossale”, rileva ancora la Presidente di SDR, “che lo Stato attraverso le leggi voglia promuovere il riscatto sociale e favorire il reintegro nella comunità delle persone che scontano un reato mentre nei fatti, come in questo caso, non isolato purtroppo, nega la prosecuzione e conclusione di un corso di studi. La formazione è un caposaldo di un Paese civile e non può rispondere esclusivamente a questioni numerico-ragionieristiche”.
“Auspichiamo un ripensamento sulla decisione e riteniamo che su questa questione debbano intervenire i Consiglieri regionali e la Presidente della Regione. La Sardegna che ospita 3 Colonie Penali, per 6mila ettari di territorio, detenuti al 41bis e il 26,5% di cittadini stranieri ha il diritto”, conclude Caligaris, “di esigere una maggiore attenzione proprio in un ambito, quello della scuola particolarmente importante”.

Venerdì, 5 settembre 2025