Il centrosinistra attacca: “In maggioranza a Oristano ancora cambi di casacca, è una farsa”
7 Agosto 2025
I gruppi dell'opposizione contestano dopo il nuovo assetto della Giunta e i cambi di maglia tra i consiglieri di Forza Italia e Psd'Az

Oristano
I gruppi dell’opposizione contestano dopo il nuovo assetto della Giunta e i cambi di maglia tra i consiglieri di Forza Italia e Psd’Az
“Oristano non è un banco di prova per ambizioni personali. Il rispetto per una città non si misura solo con i numeri in aula, ma con la dignità politica”. I gruppi di centrosinistra in Consiglio comunale – Alternativa sarda e democratica, Partito Democratico, Sinistra Futura e Oristano democratica e possibile – commentano così il nuovo ribaltone nella Giunta cittadina, che ha portato nell’esecutivo Gianfranco Licheri, fresco di ingresso nel Psd’Az, e ha visto l’uscita di Gigi Mureddu. A Licheri è stata assegnata la delega ai Lavori pubblici, lasciata scoperta da Simone Prevete, che d’ora in avanti si occuperà di Cultura e Bilancio. Quest’ultimo nell’esecutivo non rappresenterà più i sardisti, ma sarà in quota Forza Italia. Completano il cambio di casacche Gianfranco Porcu e Gian Michele Guiso, che in aula passano anche loro dal Psd’Az agli azzurri, con Davide Tatti a fare il percorso inverso. L’ingresso in Giunta di Licheri, inoltre, libera un posto in Consiglio: sarà occupato da Giulia Solinas, che dovrebbe andare a rinforzare il gruppo sardista. Sullo sfondo pare ora più solida la posizione del sindaco Massimiliano Sanna, dopo mesi di crisi.
“In queste ore si assiste, ancora una volta, all’ennesima evoluzione darwiniana della politica comunale oristanese. Un’evoluzione non basata sul merito, sulla visione o sulla responsabilità amministrativa”, attaccano i consiglieri della minoranza, “ma sul puro istinto di sopravvivenza partitica. Assistiamo a continui cambi di casacca, a trasmigrazioni di consiglieri da un gruppo all’altro, a giochi di posizionamento che nulla hanno a che fare con il bene della città e tutto hanno a che fare con il consolidamento di piccole aree di potere o, peggio ancora, con la creazione di nuove rendite di posizione politica. Il paradosso è evidente: si cambia gruppo consiliare non per divergenti visioni amministrative, ma per adattarsi al vento che soffia più forte — che sia quello di una segreteria regionale, di un commissario provinciale, o di un accordo siglato lontano da Oristano”.
“Nel frattempo”, si legge nella nota firmata da Alternativa sarda e democratica, Partito Democratico, Sinistra Futura e Oristano democratica e possibile, “la città capoluogo di provincia paga tutto questo con una moneta pesante: l’instabilità, la marginalità, e la totale perdita di credibilità politica. Il recente scossone interno al Psd’Az, con l’avvicendamento in Giunta e lo spostamento verso Forza Italia da parte di alcuni consiglieri (e viceversa), non rappresenta un episodio isolato, ma l’ennesima puntata di una serie triste e già vista: quella di una classe dirigente incapace di anteporre il bene pubblico alle dinamiche interne dei partiti”.
“E mentre si perfezionano le alleanze da manuale Cencelli”, aggiungono i gruppi di centrosinistra, “si decidono nuovi ingressi in Giunta e si disegnano equilibri consiliari sempre più artificiali, nessuno si prende la briga di dire che Oristano, oggi, non ha una direzione. Né politica, né strategica, né amministrativa. La città diventa così lo sfondo passivo su cui alcuni sperimentano leadership personali, regolano conti interni, o semplicemente cercano di non rimanere senza poltrona. Il tutto, ovviamente, sempre ‘nell’interesse della collettività’. O almeno così ci viene detto — con un candore che rasenta il grottesco. Non intendiamo partecipare a questa farsa. Continueremo a lavorare nel rispetto del mandato ricevuto, a portare idee, proposte e senso delle istituzioni. Ma sentiamo il dovere di denunciare, con fermezza, una degenerazione politica ormai fuori controllo, dove il trasformismo non è più l’eccezione, ma la regola. E dove la parola ‘coerenza’ è trattata come un fardello ingombrante da scrollarsi di dosso, al primo cambio di scenario. Oristano non merita questo. E se qualcuno pensa che la città non se ne accorga, si sbaglia di grosso. Il silenzio dei cittadini non è consenso. È solo stanchezza. Ma la misura è colma”.
Giovedì, 7 agosto 2025