Università diffusa, da Oristano parte la proposta di legge per rafforzare le sedi decentrate
14 Luglio 2025
Presentata l’iniziativa dell’Udc: 22 milioni l’anno per potenziare consorzi universitari, autonomia gestionale, ricerca e residenze per studenti

La presentazione della proposta di legge
Oristano
Presentata l’iniziativa dell’Udc: 22 milioni l’anno per potenziare consorzi universitari, autonomia gestionale, ricerca e residenze per studenti
Una legge per rafforzare e valorizzare l’università diffusa in Sardegna: parte da Oristano l’iniziativa dell’Udc, presentata questa mattina nell’aula gruppi di maggioranza del Comune. Prima firmataria del disegno di legge, la consigliera regionale Alice Aroni.
L’obiettivo è chiaro: garantire alle sedi universitarie decentrate, come il Consorzio UNO di Oristano, strumenti stabili per crescere, offrire formazione di qualità e rispondere alle esigenze dei territori.
A promuovere con forza la proposta è stato Antonio Iatalese, presidente della Commissione Cultura e Istruzione del Comune, che l’ha definita “indispensabile per consolidare realtà come il Consorzio UNO e contribuire allo sviluppo locale”.
“Abbiamo corsi legati alle vocazioni produttive dell’Oristanese, che formano professionisti pronti a rafforzare il tessuto economico e sociale dell’Isola”, ha aggiunto Iatalese, raccontando l’orgoglio di incontrare a Oristano giovani laureati già inseriti nel mondo del lavoro. “Sarebbe un errore perdere un pezzo così importante della città”.
Il disegno di legge prevede: risorse certe e pluriennali per consorzi e fondazioni universitarie, autonomia gestionale e finanziaria per le sedi decentrate, sostegno alla ricerca scientifica nei poli territoriali e realizzazione di residenze universitarie per agevolare l’accesso allo studio.
“L’Udc crede in una Sardegna che investe sui giovani e sulle competenze”, ha commentato Michele Piredda, coordinatore provinciale del partito. “Questa proposta è un tassello fondamentale per assicurare pari opportunità educative in tutte le aree dell’Isola. È un modello moderno, inclusivo, basato sulle potenzialità dei territori”.

Il provvedimento, che prevede uno stanziamento annuo di 22 milioni di euro a partire dal 2026, istituisce un Fondo regionale per l’università diffusa e un Tavolo permanente di partenariato per il coordinamento delle politiche in materia di formazione universitaria, innovazione e sviluppo locale.
“È solo l’inizio di un progetto ambizioso”, ha detto Alice Aroni, “con cui vogliamo costruire una rete universitaria capillare, strategica per la crescita della nostra comunità”.
L’idea è trasformare la frammentazione attuale in una rete solida e integrata, capace di parlare il linguaggio dei territori e diventare motore di coesione sociale e sviluppo sostenibile.
Un plauso alla proposta è arrivato anche da Francesco Asquer, direttore generale del Consorzio UNO: “È un segnale concreto di attenzione verso la nostra realtà e altre simili presenti in Sardegna”.
Secondo Asquer, “una legge organica sarebbe un punto di svolta: finora si è proceduto con piccoli interventi finanziari inseriti nelle leggi di Stabilità, ma è arrivato il momento di uno strumento normativo strutturato”. E ha concluso: “Nel panorama regionale c’è spazio per ricavare un ambito di competenze, e dobbiamo lavorare per questo”.
Lunedì, 14 luglio 2025