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Al Foro Boario inaugurata la mostra “HOPE AROUND. New York Graffiti”

20 Luglio 2025

Quarantadue opere sul tela per raccontare l'arte di strada

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Al Foro Boario inaugurata la mostra “HOPE AROUND. New York Graffiti”

Il Foro Boario

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Oristano

Quarantadue opere sul tela per raccontare l’arte di strada

Torna nel Foro Boario la creatività dell’arte contemporanea: venerdì 18 luglio è stata inaugurata “HOPE AROUND. New York Graffiti”, nuova mostra inserita a 27ª edizione del festival Dromos, che ha scelto Oristano per un’anteprima al calendario di eventi ufficiale.

In linea con il tema della rassegna scelto per il 2025 “Hope. La speranza è una scelta”, la nuova esposizione sarà visitabile fino al 25 ottobre.

Curata dalla critica d’arte e docente Fabiola Naldi, la mostra presenta per la prima volta al pubblico la collezione personale di Pietro Molinas Balata, grande conoscitore di graffiti di scuola americana a partire dalle prime testimonianze pionieristiche.

L’esposizione propone quarantadue opere su tela firmate da alcuni tra i più influenti protagonisti del graffiti writing di New York, che non solo raccontano un’epoca di intensa creatività urbana, ma testimoniano anche l’impatto culturale e artistico di un linguaggio visivo che ha trasformato l’estetica delle città.

Tra gli artisti in mostra figurano nomi del calibro di Rammellzee, celebrato recentemente al Palais de Tokyo di Parigi; Phase 2, figura chiave dell’Aerosol Art; Fab 5 Freddy, artista visivo, filmmaker e pioniere dell’Hip Hop; Futura 2000, noto per le collaborazioni con brand internazionali come Nike, Levi’s e Vans, tra gli altri; e, ancora, Crash, Daze, Toxic, Kool Koor, Blade, Lee, il gruppo di artisti Tats Cru di base nel Bronx di cui fanno parte anche i gemelli How & Nosm, a testimonianza di una linea evolutiva che unisce le origini del fenomeno alle sue espressioni contemporanee.

Artisti che, come afferma la curatrice Fabiola Naldi, «hanno contribuito in modo significativo alla definizione del graffiti writing come fenomeno espressivo e di comunicazione visiva, influenzando generazioni di writer e appassionati in tutto il mondo e portando il grado stilistico dell’intera disciplina a una sofisticazione espressiva mai vista».

Oltre ai dipinti, ad arricchire ulteriormente il valore documentario della mostra, tre fotografie realizzate da Martha Cooper, Robert Herman e Sophie Bramly, dedicate rispettivamente a Keith Haring, Jean-Michel Basquiat e Dondi White.

“Hope Around” dialoga idealmente con la storica mostra “Arte di frontiera. New York Graffiti”, curata nel 1984 alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna da Francesca Alinovi, una delle prime studiose a valorizzare l’arte urbana come forma autentica di espressione sociale.

Come spiegati dagli organizzatori, oggi, a quarant’anni di distanza, la mostra a Oristano riprende quell’eredità, celebrando il carattere libero, provocatorio e potente del graffitismo, e riflettendo sulla sua attuale rilevanza.

Negli anni ’70 e ’80, i graffiti hanno rappresentato una forma spontanea di ribellione e speranza. In una città come New York, spesso percepita come ostile e repressiva, i giovani writer si sono riappropriati degli spazi pubblici — muri, metropolitane, treni — trasformandoli in luoghi di espressione creativa e identitaria. Oggi, dopo oltre mezzo secolo, il fenomeno si è evoluto, ma la sua natura trasgressiva continua a interrogare il sistema dell’arte.

Il passaggio dalla strada alla tela, dalle metropolitane alle gallerie, ha sollevato domande sul valore dell’autenticità, sulla legittimazione istituzionale e sulla tensione costante tra libertà espressiva e riconoscimento ufficiale. Molti artisti dell’epoca, pur approdando a contesti museali, non hanno rinnegato la loro origine “di strada”, rivendicandola piuttosto come punto di forza. In questa direzione, il graffitismo viene oggi considerato un movimento artistico a tutti gli effetti, con un’estetica autonoma, riconoscibile e profondamente radicata nel contesto urbano e sociale in cui è nato.

“Il Graffitismo possiede l’essenza propria del movimento artistico riconosciuto dalle istituzioni, in quanto dotato di una estetica originale e riconoscibile. Nasce senza rassomigliare a niente altro, distaccandosi dalle precedenti correnti artistiche del Novecento, con una metodologia radicale ben precisa, espressa inizialmente dall’apporto di artisti “non-artisti” legati soprattutto alla loro condizione sociale. Agli albori della storia e nel contesto del paesaggio urbano, i Graffiti erano una presenza costante di “kinesis e energeia” negata dalla legge e contrastata dalla polizia, perché realizzati in spazi non convenzionali o in contenitori atipici, ossia oltre i confini concreti per la pratica estetica”, ha commentato Pietro Molinas Balata.

Come afferma il direttore artistico del festival Salvatore Corona, esiste un legame profondo tra l’urgenza espressiva del graffiti writing e la filosofia di Dromos: entrambi nascono dal desiderio di trasformare i margini in luoghi di cultura, di incontro e di senso. “C’è qualcosa in “HOPE AROUND. New York Graffiti” che riconosco come familiare”, dichiara Corona: “quella forza diretta, nata per strada, capace di trasformare spazi marginali in luoghi di espressione libera e autentica. In fondo anche Dromos, che nel nome porta l’idea del percorso, nasce dalla stessa urgenza di ricerca e incontro tra culture. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile questa mostra, e al Comune di Oristano per il costante supporto al nostro lavoro”.

La mostra “HOPE AROUND. New York Graffiti” si potrà visitare fino al 25 ottobre al Foro Boario di Oristano tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Il biglietto d’ingresso costa 5 euro.

La ventisettesima edizione del festival Dromos è organizzata dall’omonima associazione culturale con il contributo di MiC – Ministero della Cultura, Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio -, Fondazione di Sardegna, Fondazione Mont’e Prama, Amministrazioni Comunali di Oristano, Cabras, Fordongianus, Marrubiu, Masullas, Neoneli, Nureci e Tadasuni, Ros’e Mari Farm & Greenhouse, e con la collaborazione di Arcidiocesi di Oristano, Monastero Santa Chiara di Oristano, Museo Diocesano Arborense, Centro Servizi Culturali U.N.L.A. di Oristano, Music Academy Isili, Sa Marigosa, Mariposas de Sardinia, ViaggieMiraggi, Intramadu, Radio Popolare, Sardinia Coast to Coast, Associazione Enti Locali per lo Spettacolo e Fondazione Oristano.

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Domenica, 20 luglio 2025

ospite
20 Luglio 2025

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