Restauro completato, tornano in chiesa le statue dei quattro santi martiri incoronati

Sabato un incontro organizzato dal Gremio dei Muratori

Le statue dopo i lavori di restauro

Giovedì, 4 luglio 2024

Le statue lignee dei quattro santi martiri incoronati sono di nuovo nella chiesa di Santa Lucia, in via Parpaglia. Sabato 6 luglio, alle 19, il Gremio dei Muratori di Oristano presenterà il lavoro di restauro al quale sono state sottoposte le statue, risalenti presumibilmente al 1700.

Protettori degli scultori, degli scalpellini e dei muratori (oltre che della città di Como), i santi Vittorio, Severo, Severiano e Cappoforo, a Oristano si festeggiano l’8 novembre nella chiesa di Santa Lucia, sede dell’antica corporazione dei Muratori.

Lo scrupoloso lavoro di restauro, durato alcuni mesi, è stato realizzato dal Laboratorio Arborense di Rita Fodde e Anna Sanna ed è stato reso possibile grazie al contributo della Fondazione di Sardegna, del Gruppo assicurativo Melis di Oristano e alla collaborazione della Soprintendenza dei beni archeologici, belle arti e paesaggio per le province di Cagliari e Oristano e del Comune di Oristano. 

Secondo la passio di questi martiri, quando Diocleziano si recò in Pannonia per fare estrarre dei marmi per le sue costruzioni, distinse tra le maestranze quattro validi operai, appunto Vittorio, Severo, Severiano e Cappoforo, ai quali affidare i lavori più importanti. I quattro erano segretamente cristiani. Alcuni compagni di lavoro, spinti dal loro esempio, si convertirono ed abbracciarono la fede cristiana e furono battezzati dal vescovo Cirillo di Antiochia, che era esiliato in quei luoghi.

Rientrati a Roma nel 306, i quattro operai furono visti spesso fare il segno della croce durante i lavori di costruzione del tempio di Esculapio, ordinata da Diocleziano presso le terme di Traiano. Avendo rifiutato di eseguire il comando dell’imperatore, vennero consegnati ai soldati e accusati di essere cristiani e disobbedienti. Davanti a Diocleziano i quattro operai ammisero la loro fede cristiana e ribadirono la riluttanza a partecipare alla costruzione di un tempio per il culto pagano. Per questo furono condannati alla flagellazione, durante la quale morirono. I loro corpi furono lasciati insepolti, ma San Sebastiano con l’aiuto del Papa Milziade, li raccolse e li seppellì al terzo miglio della via Labicana.

Fin dal IV secolo sarebbero stati venerati a Roma sotto l’appellativo dei “Quattro Santi Martiri Coronati” e a loro fu intitolata una basilica sul Celio.

Il Gremio dei Muratori, fin dal 1615, si preoccupa non solo di tenere ordinato e dignitoso l’oratorio di Santa Lucia, curandone la manutenzione, ma ogni anno, anche grazie alla sensibilità dei soci e dei fedeli, tributa solenni festeggiamenti alla grande siracusana Santa Lucia (il 13 dicembre) e al santo martire Antioco, il terzo lunedì dopo Pasqua.

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