A gennaio due spettacoli con il Cedac, tra il potere delle parole e un Ulisse inquieto

Al Garau in scena “#Pourparler” e “Che fine ha fatto Ulisse?”

Venerdì, 5 gennaio 2024

A gennaio il Cedac raddoppia con due appuntamenti inseriti nel calendario della stagione de La Grande Prosa 2023-2024 al teatro “Antonio Garau” di Oristano. Lunedì 15 gennaio spazio a “#Pourparler”, spettacolo di e con Annagaia Marchioro dedicato al potere delle parole. Domenica 28, invece, andrà in scena “Che fine ha fatto Ulisse?”, originale commedia in un atto scritta, diretta e interpretata da Andrea Tedde, liberamente ispirata alla figura del condottiero di Itaca. Le due rappresentazioni avranno inizio alle ore 21.

Nelle scorse settimane si è chiusa la campagna abbonamenti, con 190 sottoscrizioni. Restano in vendita libera 74 biglietti, che saranno messi in vendita il giorno di ogni spettacolo al botteghino del teatro Garau, dalle 19. Il biglietto intero costa 15 euro, quello ridotto 12 euro. Per informazioni ci si può rivolgere a Elio Orrù (cell. 335 609 8056 – 340 253 7548 – email: hifiservice.oristano@gmail.com) o visitare il sito web cedacsardegna.it.

Una riflessione sull’importanza delle parole – lunedì 15 gennaio alle 21 – con “#Pourparler”, uno spettacolo scritto da Giovanna Donini, Annagaia Marchioro e Gabriele Scotti in chiave di stand-up comedy, con costumi di Ncsp video di Ndr e Slap Tv (produzione Brugoledco) e interpretato dall’attrice e comica Annagaia Marchioro, con apparizioni “a sorpresa” di alcuni dei suoi personaggi, come Suor Forcades e Gina Francon, la portinaia di Palazzo Chigi.

“Mi hanno sempre affascinata le parole, in modo quasi erotico”, dice Annagaia Marchioro. “Ci sono parole bellissime come trasverberazione, che significa ‘la trafittura del cuore del putto da parte dell’Altissimo’… parole controverse come sindaca o architetta… parole difficili da gestire come desiderare, che deriva da sidera (astri) e significa ‘sentire la mancanza delle stelle’. E parole senza passato, come tiktoker o youtuber o influencer, che potrebbero sembrare funghi, o muffe, o scherzi di un poeta”.

Nel vocabolario del terzo millennio, accanto a termini di origine greca e latina e sempre più diffusi anglicismi, compaiono neologismi scomodi ma necessari come “femminicidio” e altri inquietanti come “respingimenti”, oltre a strani eufemismi come “guerra preventiva”: il linguaggio si evolve, la grammatica riflette i cambiamenti della società. “Le parole sono parabole, raccontano delle storie”, sottolinea l’attrice e autrice. “#Pourparler gioca con le parole per raccontare storie di lotta e d’amore ma anche di odio e di ribellione. Storie che fanno ridere fino alle lacrime e lacrime che aprono scorci di paesaggi umani”.

Tra mito e modernità – domenica 28 gennaio alle 21 – con “Che fine ha fatto Ulisse?”, originale commedia in un atto scritta, diretta e interpretata da Andrea Tedde (produzione Batanea Teatro) e liberamente ispirata alla figura del condottiero greco, famoso per la sua astuzia e inventore dello stratagemma del cavallo. Ritornato in patria dopo la caduta di Troia e un viaggio interminabile, invece di godersi la tranquillità della vita familiare insieme con la moglie Penelope e il figlio Telemaco, anela a nuove avventure. Il suo spirito inquieto lo spinge ad affrontare ancora una volta il mare, dove aveva incontrato tanti pericoli nel lunghissimo e difficile viaggio verso Itaca, nonostante i piacevoli interludi con la ninfa Calipso e con la maga Circe, sfuggendo all’ira del Ciclope e al fascinoso canto delle sirene: la sua isola, cui aveva spesso pensato con nostalgia negli anni dell’assedio e poi nell’interminabile traversata, ormai non gli basta più.

L’eroe dal “multiforme ingegno” non si rassegna a trascorrere il tempo che gli resta a casa, tra l’affetto dei suoi cari e il rispetto dei sudditi, ma né sentimenti né ragionamenti “vincer potero dentro a me l’ardore / ch’i ebbi a divenir del mondo esperto, / e de li vizi umani e del valore” come Ulisse rivela a Dante, nel XXVI Canto dell’Inferno, “ma misi me per l’alto mare aperto / sol con un legno e con quella compagna / picciola da la qual non fui diserto”. Sull’esempio della Divina Commedia, Andrea Tedde immagina nuove peripezie per il re di Itaca, che alla serenità domestica preferisce i rischi e gli imprevisti e non esita a imbarcarsi su una nave e a prendere il largo, verso l’ignoto.

La stagione de La Grande Prosa 2023-2024 al teatro “Antonio Garau” è organizzata dal Cedac, il Circuito multidisciplinare dello Spettacolo dal vivo in Sardegna, con la direzione artistica di Valeria Ciabattoni e con il patrocinio e il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Oristano, della Regione Sardegna e del Ministero della Cultura, e con il contributo della Fondazione di Sardegna.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome