Le canzoni di De Andrè per riflettere su una giustizia che non calpesti gli ultimi

Più di duecento persone a teatro per l'evento della Camera penale e del liceo De Castro

Sabato, 18 marzo 2023

L’incontro di ieri pomeriggio al “Garau”

Si può parlare di diritto e diritti in tanti modi, non per forza con il linguaggio tecnico e giuridico ma anche con uno più comprensibile e accessibile a tutti: grazie all’arte e alla musica, ad esempio.

Ed è quello che è successo ieri pomeriggio al teatro Garau di Oristano, in occasione di un evento aperto non solo alle scuole ma anche alla cittadinanza e al mondo giuridico. Organizzavano la Camera penale di Oristano e il liceo “De Castro”.

Più di duecento persone hanno partecipato a quello che Rosaria Manconi – presidente della Camera penale e coordinatrice della serata – ha definito “un esperimento ben riuscito”, capace di coniugare riflessioni profonde sui temi cardine della serata, ovvero il giudicare, gli ultimi e il carcere. Riflessioni accompagnate dalla musica del gruppo “E se vai…” che ha interpretato le canzoni del grande Faber.

Titolo dell’incontro era “Il senso della giustizia nella poetica di Fabrizio De Andrè”: ci hanno ragionato sopra il dirigente dell’istituto oristanese Pino Tilocca, Giorgio Altieri, magistrato del Tribunale di Cagliari, e Monica Murru, avvocato del Foro di Nuoro (ha sostituito l’avvocato e scrittore Roberto Delogu, assente per motivi di salute). I loro interventi si sono alternati alle letture a cura di Maddalena Bonsignore e Romina Marongiu, della Camera penale di Oristano.

“Il genio poetico di Fabrizio De Andrè”, ha detto Rosaria Manconi, “ci ha guidato – come cantava lui – in direzione ostinata e contraria attraverso il mondo sommerso degli ultimi, dei reclusi, dei reietti, sollecitando le nostre coscienze e le nostre azioni concrete in favore di una giustizia che deve essere più umana e misericordiosa, perché anche chi sbaglia, merita di esser ascoltato e assistito. Oggi la giustizia è ancora quella dei ricchi, a sfavore di chi invece non ha i mezzi per permettersi di essere ascoltato. Ed è per questo che è necessario aprirsi verso queste persone e auspicare che la giustizia diventi più equa e giusta”.

Temi questi, di grande attualità che hanno portato a fare delle riflessioni anche sugli accadimenti recenti, come quelli dei migranti di Cutro, o sul sistema delle carceri, e su quanto ancora di può e si deve fare. Poi la musica, quella di De Andrè, ha fatto la sua parte.

“L’intento della Camera penale di Oristano”, ha detto ancora la presidente Manconi, “è quello di coniugare il diritto con altri settori che siano non solo quello della musica, ma anche del teatro o del cinema, riproponendo incontri come questi. Sono un’occasione per aprirsi alla comunità e parlare di giustizia sotto un’altra veste, più diretta. Stavolta abbiamo usato la poetica di De Andrè, sempre attuale, dove si è parlato di una giustizia ingiusta, sul carcere e su come è strutturato oggi”.

Il preside Pino Tilocca ha confermato che eventi come quello di ieri siano fondamentali per stimolare riflessioni. “L’impatto su tutti i partecipanti è stato forte. Bisogna imparare a osservare e ascoltare gli altri, giudicare con giudizio. E non dimenticarci di chi è ultimo, o di chi risulta e vive fuori dagli schemi, proprio come diceva lo stesso De Andrè”.

Alcuni momenti dell’incontro di ieri al Teatro Garau
Una parte del pubblico presente al Teatro Garau
Un momento dell’incontro di ieri
Il gruppo musicale “E se vai…”

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