Angeli neri nella chiesa di San Giovanni dei Fiori: una tesi di laurea svela il mistero

La storica dell'arte Ilaria Giacobbi ha indagato sull'affresco scoperto nel 2015, dopo un restauro

L”affresco con gli “Angeli neri” nella chiesa di San Giovanni

Sabato, 18 marzo 2023

Nel 2015 erano balzati all’onore della cronaca come uno tra i misteri più appassionanti della storia dell’arte, grazie a giornali e programmi televisivi. A distanza di otto anni gli Angeli neri della chiesa di San Giovanni dei Fiori tornano a far parlare di sé per le scoperte della storica dell’arte Ilaria Giacobbi.

Con una tesi scientifica di laurea magistrale da ben 125 pagine e una collaborazione con Alberto Severino, che nel 2015 fece la scoperta durante il restauro della chiesetta, la storica risponde alle domande che orbitavano intorno all’affresco: perché gli angeli sono stati coperti da sei strati di intonaco e una raffigurazione dei genitori di San Giovanni Battista? Perché sono neri?

“Gli angeli hanno avuto un primo ritocco a causa delle infiltrazioni costanti dal tetto. In seguito si è poi optato per una loro copertura totale.”, ha spiegato Giacobbi. “Dalle analisi di laboratorio si è evinto che le due figure erano in realtà bronzee, poiché di matrice iconografica bizantina. Una velatura di biacca, utilizzata per rendere l’effetto della luce, e l’umidità hanno poi portato all’ossidazione del colore e al caratteristico colore nero”.

Nessuna unicità dunque dietro a queste due figure, che avevano destato stupore proprio per il colore della loro pelle. Secondo la tesi, sarebbero infatti molti gli elementi pittorici che riconducono all’arte bizantina, nella quale era comune rappresentare degli angeli bronzei: dalla figura alata sulla destra, con la spada rivolta verso il basso in posizione non guerresca, passando per quella di sinistra e la sua coppa, fino all’abbigliamento di entrambi, tutto parrebbe ricondurre alle iconografie tipiche bizantine sin dal XIII secolo.

Tra le conclusioni, l’ipotesi sulla datazione degli affreschi, che potrebbero risalire alla metà del XV secolo. “Non bisogna dimenticare che la storia degli angeli è comunque legata a quella della chiesa, che ha subito numerosi interventi, aggiunte di corpi e addirittura un abbandono; e del Gremio dei Contadini, alla quale è stata affidata nel XVIII secolo”, ha aggiunto la storica.

Dietro alla scelta degli Angeli neri come soggetto della tesi, discussa nell’ottobre scorso all’Università di Roma Tre, proprio lo scalpore che destò la loro scoperta. “Ho saputo dell’affresco attraverso il servizio del programma Voyager di Roberto Giacobbo, grazie al quale sono venuta a conoscenza del lavoro del restautore Alberto Severino. In seguito ho collaborato con quest’ultimo a uno studio a La Maddalena e ho deciso di dedicare la mia tesi proprio agli Angeli neri, un argomento mai trattato da nessuno storico. Mi affascinavano, soprattutto perché in Sardegna gli affreschi di questo tipo sono piuttosto rari”, ha concluso la storica. “Ho quindi chiesto tutti i permessi del caso, mettendomi in contatto con il Gremio dei Contadini, al quale ho provveduto a inviare una copia del mio studio”.

Nel 2015, in occasione della giornata dedicata ai Monumenti Aperti, la chiesa di San Giovanni dei Fiori vide un boom di visitatori, impazienti di ammirare i due angeli appena portati alla luce.

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