Un quadro di Mauro Ferreri per celebrare la Sartiglia

Al bar "La Terrazza" nei giorni di carnevale

Il quadro di Mauro Ferreri

Giovedì, 11 febbraio 2021

Rappresenta Su Componidori nell’atto di benedire la folla. È un quadro tra i tanti sul tema del compianto pittore oristanese, Mauro Ferreri. Di proprietà di un privato, nei giorni in cui si sarebbe dovuta correre la Sartiglia resterà esposto nel bar caffetteria “La Terrazza” di Oristano.

Insieme all’opera, che Ferreri realizzò nel 1985, è esposto un lavoro di una ragazza che lavora il legno ormai a fine vita, restituendogli vigore e luce.

A corredo della foto apparsa sui canali social del bar, i ricordi del titolare, Antonio Sanna Solinas, ex cavaliere, che le emozioni della giostra le ha vissute in prima persona.

“Nel 1984, entrambi is Componidoris presero la stella solo con Su Stoccu. Una splendida giornata di sole caratterizzò la Sartiglia del Gremio dei Contadini, su Componidori scelto da s’Oberaiu Majore Francesco Pala, era Mario Floris, al suo fianco l’indimenticabile Aldo Cossu e Luca Naitana.

Il martedì, la Sartiglia del Gremio dei Falegnami fu guidata da Marco Fiori, accompagnato da Efisio Fiori, che vogliamo ricordare, e Paolo Meloni, il Majorale en Cabo di San Giuseppe era Signor Pippia. Brillarono le stelle sulla sabbia della via Duomo, tra lo squillare delle trombe, il rullare dei tamburi, i cavalieri si esibirono nelle pariglie tra ali di folla che rimase con il fiato sospeso. La figura di Mario Floris rimase impressa nella mente di Mauro Ferreri, eccellente artista oristanese che ricordiamo con affetto. I suoi pennelli fermarono per sempre quella domenica su una tela custodita ancora gelosamente da un privato e che tutta la città di Oristano può ammirare e che da oggi è esposto alla Terrazza per un periodo limitato.

L’artista raffigurò Mario Floris nell’attimo in cui benedì la folla impugnando Sa Pippia de Maju. Ci piace pensare che esporre l’opera che rappresenta il momento della benedizione cara agli oristanesi, possa essere di buon auspicio in questo periodo complicato per tutti.

Mauro Ferreri, come era di suo solito, ha voluto giocare e scherzare anche su questa opera, cambiando il colore del manto del cavallo, trasformandolo da grigio (come era nella realtà), in sauro. Aggiungendo un’altra nota di colore, affinché il capocorsa fosse riconoscibile, Ferreri ha reso scure le sue mani, per via della sua carnagione olivastra”.

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