I Fenicotteri in campo a Oristano nella finale del campionato di Quarta Categoria

L'appuntamento è per domani a Sa Rodia. In palio c'è un biglietto per la fase interregionale

La formazione dei Fenicotteri – Foto Ufficio Stampa Asl di Oristano

Venerdì, 27 maggio 2022

La squadra di calcio a sette dei Fenicotteri – Casteddu for special, formazione del Centro di Salute mentale di Oristano che ha vinto numerose competizioni in campo nazionale e internazionale, giocherà domani, sabato 28 maggio, nel campi di Sa Rodia, a Oristano, per la finale del campionato regionale di Quarta Categoria, promosso dalla Figc attraverso la Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale. 

La squadra oristanese si contenderà il titolo di campione regionale con l’Assemini Calcio. I vincitori del torneo di domani giocheranno poi in Piemonte, nell’interregionale che si disputerà il 17 e 18 giugno prossimi, e che incoronerà i campioni che andranno alla finale nazionale di Coverciano, in Toscana.

I Fenicotteri sono stati “adottati” dal Cagliari Calcio per rappresentare, con la maglia dei Casteddu for Special, il club rossoblù nel campionato di Quarta Categoria. L’investitura ufficiale è avvenuta nel 2019, quando i giocatori oristanesi si erano aggiudicati l’ultimo torneo regionale, poi interrotto a causa del Covid. La vittoria era stata l’ultima di una serie di traguardi raggiunti dalla formazione di calcio del Csm, che da molti anni sperimenta sui campi lo sport come terapia e come strumento di inclusione sociale.

Le manifestazioni sportive a cui atleti dei Fenicotteri hanno partecipato durante tutti questi anni sono state innumerevoli, dai Mondiali di calcio Crazy for football, esperienza da cui sono stati tratti un libro e un film, alla Nazionale Sarda.

Il torneo di Quarta Categoria, promosso dalla Figc per dare piena dignità di giocatori alle persone con disabilità intellettivo-relazionali, è un progetto accolto con entusiasmo dalla squadra dei Fenicotteri, che ha incentivato negli atleti la motivazione e l’impegno in tutte le fasi della preparazione atletica, psicologica e sociale, e si è tradotto in una maggiore capacità di integrazione, inclusione sociale, autodeterminazione per i giocatori.

“Il campo di calcio è diventato il luogo in cui il paziente compie il primo passo nel ricominciare a vivere con gli altri: persone che in qualche modo hanno smesso di rispettare le regole fuori dal campo a causa della patologia, sono riuscite ad accettare le regole del calcio e questo ha aperto spesso la strada a un completo recupero sociale”, spiegano gli operatori del Dipartimento di salute mentale e dipendenze. “Per i nostri ragazzi questa attività, che ha raggiunto livelli impensabili, rappresenta la speranza che nella vita i sogni si possano avverare, anche partendo da una condizione di svantaggio, grazie all’impegno e al lavoro di squadra”.

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