Addio a Giovannino Rosano e al suo mondo fantastico popolato dalle sculture in legno

Lutto a Oristano

Giovedì, 12 maggio 2022

Gli amici lo chiamavano il Picasso del legno, per quel suo modo estroso di scolpire tronchi e vecchie radici di ginepro ed olivastro. Giovannino Rosano, se n’è andato all’età di 82 anni, per un’improvvisa malattia. Dipendente dell’Asl in pensione, ogni giorno, da oltre 40 anni, in sella alla sua bicicletta raggiungeva la piazza Roma per il consueto caffè e poi si recava nel suo laboratorio di via Lamarmora nel centro storico di Oristano.

Nel corso della sua lunga attività ha scolpito oltre 90 opere che raccontano un mondo fantastico, un vero viaggio nel tempo. Come alcuni artisti decisamente estrosi è stato talmente legato alle sue sculture che non ne ha mai venduto una.

La sua abitazione ed il laboratorio sono contenitori che racchiudono opere singolari e suggestive.

Lo studioso Momo Zucca, nella prefazione del libro “Rosano lo Scultore”, scrive: “Come l’artista abbia saputo riportare delle radici dalle viscere della terra dei mostri antidiluviani. Il groviglio di corpi, artigli e ali richiamano alle lotte degli Dei dell’Olimpo  che combattevano contro i giganti e le altre divinità della terra”.

La statua di Tutankhamon è stato uno dei suoi capolavori. Il direttore di una scuola del Cairo, che aveva  visitato il suo laboratorio, aveva cercato inutilmente di esporla nel prestigioso museo della capitale egiziana.

Giovannino Rosano aveva iniziato come modellista navale poi era passato alle sculture.

In una delle poche interviste che aveva rilasciato, aveva ricordato la passione per la scultura la aveva sin da piccolo, quando andava in montagna a cercare il legno indispensabili per realizzare le sue opere.

I funerali di Giovannino Rosano si svolgeranno doman, venerdì 13 maggio, alle 15.30, nella chiesa di San Sebastiano, a Oristano.

3 Commenti

  1. Un caro amico, compagno di tennis, entrambi impegnati in sanità… Nella sua semplicità un vero artista, talmente disinteressato che non si è mai voluto privare delle sue sculture lignee
    RIP

  2. Ex collega della Asl, ci eravamo riconosciuti subito: nessuno dei due era adatto per quel postaccio da lacchè.
    E così, ogni volta che lo incontravo, seduto là a sorseggiare qualcosa in un tavolino, sotto i portici del Sotico, il suo sorriso aperto e accattivante mi infondeva allegria e tanto affetto.
    Ciao Giovannino, puro come pochi. ♥️

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