Il Comune alla Regione: “Gli aumenti sulle concessioni demaniali affosseranno tanti operatori a Torre Grande”

Il sindaco e l’assessore al turismo di Oristano segnalano le difficoltà per gli eventi estivi

Foto Andrea Somaroli

Lunedì, 14 giugno 2021

“Occorrono politiche e provvedimenti per alleviare i costi che gli operatori economici titolari di concessioni demaniali marittime si troveranno a sostenere in vista della prossima stagione balneare”. Lo scrivono il sindaco di Oristano Andrea Lutzu e l’assessore al Turismo Massimiliano Sanna, in una lettera indirizzata al presidente della Regione Christian Solinas e all’assessore agli enti locali, Quirico Sanna.

Gli amministratori oristanesi segnalano “il disagio e le difficoltà degli operatori economici titolari di concessioni demaniali marittime di Torre Grande,” disorientati a seguito della recente normativa regionale e nazionale dei relativi canoni annuali.

“La legge regionale n. 7 del 12 aprile 2021 stabilisce che spetta alla Regione il rilascio delle concessioni sui beni del demanio marittimo”, scrivono il sindaco Lutzu e l’assessore Sanna. “I Comuni vengono invitati a non adottare atti e a trasmettere la documentazione in proprio possesso quanto prima e comunque non oltre il 12 giugno 2021. Ciò ha generato disagio da parte degli operatori economici, che si trovano a non poter interagire con le amministrazioni locali e ad avere difficolta di interazione concrete con i funzionari regionali incaricati della gestione delle richieste di concessione, ma soprattutto delle autorizzazioni temporanee, per manifestazioni a carattere sportivo e ludico-ricreativo già presentate alle amministrazioni locali. A questo si aggiunge l’aggiornamento delle misure unitarie dei canoni annui relativi alle concessioni demaniali marittime, che dal 1° gennaio 2021 sale a 2.500 euro”.

“Nella nostra realtà, le autorizzazioni temporanee finalizzate all’espletamento di manifestazioni sportive e ludico-ricreative, anche di carattere nazionale, vivacizzano e incentivano il turismo costiero”, scrivono ancora i due amministratori comunali nella lettera alla Regione. “Le autorizzazioni risultano particolarmente colpite dall’applicazione del canone minimo previsto dall’attuale normativa, che da circa 360 euro passa a 2.500 euro per un periodo massimo di 20 giorni, creando un incremento dei costi in capo ai soggetti richiedenti già duramente provati dall’attuale crisi economica”.

“Nella scorsa stagione balneare, la Regione comunicò l’impegno ad abbattere o sospendere i canoni concessori, ma a quanto pare le richieste formulate dalla Regione Sardegna al Governo nazionale non hanno prodotto gli effetti desiderati, o nel caso specifico hanno prodotto l’effetto opposto” scrivono ancora Lutzu e Sanna. “È evidente la discordanza tra gli intenti delle politiche di sostegno e di supporto alla ripresa economica e un provvedimento che invece di alleviare gli operatori economici ne aggrava le condizioni economiche, con l’aumento dei canoni di concessione”.

“Facciamo appello”, concludono sindaco e assessore, “affinché vengano adottate e poste in essere politiche e provvedimenti adeguati e necessari ad alleviare i costi che gli operatori economici si troveranno a sostenere, già fortemente penalizzati dall’attuale crisi economica, e non privando, anche se solo temporaneamente o almeno per l’imminente stagione estiva, le amministrazioni locali di essere parte attiva, anche mediante costituzione di tavoli tecnici, nella risoluzione delle problematiche, anche in virtù del lavoro svolto a decorrere dal 2006 e sino all’attuale riattribuzione delle stesse competenze in capo alla Regione sarda”.

Massimiliano Sanna e Andrea Lutzu

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