Vaccini, ecco perché alcuni pazienti vengono rimandati indietro. Potrebbe capitare ancora

I chiarimenti dell'Assl di Oristano

La preparazione della dose

Giovedì, 13 maggio 2021

“Le persone che hanno ricevuto un nuovo appuntamento vaccinale non sono state rimandate a casa per carenza di dosi o per altri disguidi organizzativi, ma perché questo prevede la corretta prassi di gestione dei soggetti che presentano patologie o altre condizioni di salute non rilevate e non rilevabili al momento della registrazione al Portale del vaccini, condizioni che emergono solo dalla lettura della scheda anamnestica e dal colloquio con il medico vaccinatore e che sconsigliano la somministrazione del tipo di vaccino indicato per quella persona in base alla sua fascia d’età”. È la risposta della Assl di Oristano ai problemi lamentati da diversi cittadini convocati all’hub di Oristano per la vaccinazione e rimandati a casa, con un nuovo appuntamento. Molti di loro anziani e che giungevano da lontani centri della provincia.

“Il medico, a tutela della salute del cittadino, lo rimanda dunque alla seduta vaccinale che si svolgerà con altro tipo di vaccino idoneo e compatibile con le sue condizioni di salute”, si legge ancora nella nota dell’Assl, che prosegue: “Quanto alla seconda questione, relativa al perché non si possa prevedere la contemporanea presenza di più vaccini all’hub nella stessa giornata, così da evitare  una doppia convocazione ai cittadini non idonei, si precisa che le modalità, estremamente difformi, di stoccaggio, conservazione e diluizione delle diverse tipologie di vaccino, non ne permettono un utilizzo parallelo nella stessa seduta vaccinale per cui, al fine di garantire la sicurezza delle dosi e delle modalità di somministrazione ai cittadini, le  giornate dedicate alla inoculazione dei diversi tipi di vaccino vengono distinte, così come viene differenziato il target di cittadini convocati”.

“Pur comprendendo il disagio delle persone che percorrono a volte diversi chilometri per vedersi rimandati ad altro appuntamento vaccinale”, si sottolinea ulteriormente nella nota, “questo non può essere considerato un problema organizzativo o di mancanza di comunicazione tra enti, ma una questione di sicurezza e rispetto dei percorsi vaccinali”.

Dunque, potrebbe capitare ancora. E allora sarebbe utile, comunque, che questo problema venisse affrontato dalle strutture sanitarie regionali e trovasse una qualche soluzione.

1 commento

  1. Come mai visto l’alta affluenza non si sono raddoppiate le postazioni di vaccinazione? Bisognava creare degli spazi per parcheggio, visto la tipolgia delle persone convocate.

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