“Un vaffa*** a chi non ci vuole bene”. Polemiche per lo sfogo social del sindaco

Dopo gli auguri di Pasqua

Il post sui social che ha scatenato le polemiche

Giovedì, 1° aprile 2021

È solito dare l’augurio della buona notte e quello del buongiorno dal suo profilo social (che utilizza anche per fornire importanti comunicazioni alla cittadinanza), ma il congedo serale del sindaco Andrea Lutzu ieri è stato un po’ più forte del solito: “Terapia contro le difficoltà e le amarezze. Biscotti di mia moglie. Sorrisi di mio figlio. Oltre a un bel vaffanculo a chi certamente non ci vuole bene”.

Uno sfogo giunto dopo una giornata di polemiche, aperta con un attacco del Psd’Az cittadino, che aveva chiesto chiarimenti al sindaco sui manifesti di buona Pasqua a sua firma affissi in città. Il sindaco aveva spiegato che l’iniziativa non era costata nulla alle casse del Comune, grazie all’omaggio fatto dalla ditta di affissioni. Ma anche sull’omaggio erano giunte contestazioni, stavolta dal consigliere indipendente Francesco Federico. A sera, quindi il “vaffa” del sindaco, che tutti hanno collegato alla vicenda.

Stamane le reazioni. Efisio Sanna, capogruppo del Pd in consiglio comunale, ha chiesto al sindaco scuse o dimissioni: “I social sono nati anche per agevolare lo scambio di opinioni”, ha scritto Efisio Sanna. “In tanti usano la tastiera con aberrante disinvoltura. Ma la cosa è ancor più grave quando terminologie improprie ed ineducazione vengono utilizzate da un Sindaco. Non è un bell’esempio; il Sindaco Lutzu ha sbagliato e non di poco. I casi sono due : o si chiede scusa alla città o si rassegnano le dimissioni”.

Efisio Sanna

Una tirata d’orecchie a Lutzu per lo sfogo social è arrivata anche dall’ex consigliere regionale del Pd Antonio Solinas. Nonostante il differente schieramento politico, in passato in alcune situazioni Solinas aveva collaborato con il sindaco di Oristano. In particolare, nel 2017 Solinas si era impegnato a far arrivare al Comune un importante finanziamento regionale per il restauro del teatro Garau. “Non sono tra chi ti vuole male”, ha sottolineato Antonio Solinas, “ma… il sindaco è di tutti e tutti deve rispettare. Anche quelli che la pensano in modo diverso e che hanno il diritto a criticare. Andrea questa volta, a mio parere, hai sbagliato linguaggio”. Non si è fatta attendere la replica di Lutzu. “Assolutamente non concordo”, ha scritto il sindaco, “un po’ di ironia ogni tanto ci vuole. Se non si capisce. Pazienza”.

Tra le critiche anche quella dell’ex consigliera comunale e attuale presidente dell’associazione Komunque Donne, Maria Delogu. “Caro Andrea”, ha scritto, “senza infingimenti ti dico che un conto è il sindaco del capoluogo di Provincia che parla (e quindi il personaggio pubblico), altro è il cittadino privato. Così come io in classe, da educatrice, non mi permetto un certo linguaggio o certe esternazioni, così tu da sindaco non dovresti avere queste cadute di stile”.

“E non mi interessa il motivo del contendere”, ha proseguito Delogu, “ma la circostanza è più che evidentemente di tipo politico. Sai bene che non concordo con te su certe cose, ma ne apprezzo molte altre. E questo ‘vaffa’… proprio non ci sta”. Anche in questo caso la replica del sindaco Lutzu è arrivata subito. “Per me nessuna caduta di stile”, ha risposto il sindaco, “ma proprio nessuna. Il post è anche ironico e secondo me simpatico. Una polemica così in questo momento? Per carità”.

Non mancano però messaggi di approvazione e in difesa del sindaco, tra cui quello dello del consigliere comunale di Fratelli d’Italia Fulvio Deriu. “Hai ragione! Quando si strumentalizza un servizio gratuito offerto al Comune e non ad Andrea Lutzu, che firma in qualità di rappresentante, c’è solo malafede. Leggono il tuo nome e non città di Oristano, con tanto di logo del Comune. Questa è ignoranza”, ha scritto Deriu, “non politica”.

Andrea Lutzu, sindaco di Oristano

3 Commenti

  1. Malafede è una parola importante ed impegnativa.
    Dare dell’ignorante a chi dissente è profondamente sbagliato.
    Ahimè !! La politica ha perso molte delle sue buone abitudini e ha smarrito il suo galateo … non scritto.
    Che tristezza.

  2. Per quanto mi consta, né i dipendenti privati né tanto meno quelli pubblici possono accettare regalie. Il DPR 62/2013 all’art. 4 afferma come i regali “tollerati” – quelli che possono essere accettati dal pubblico dipendente – sono soltanto quelli di modico valore, ovvero quelli che non superano l’ammontare di 150 euro, e per il personale della Regione Sardegna scende a 50 euro… Ecco perché penso sia stata commessa una ingenuità… capita… Ed è normale che l’opposizione chieda chiarimenti… si risponda in modo consono e il cittadino si farà la sua idea…semplice… E buona Pasqua a tutti

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