Dopo le lezioni online di pittura nel lockdown, ecco le conversazioni sull’arte contemporanea

La pittrice Valeria Cau propone TramandarTe, un nuovo spazio virtuale

Mercoledì, 3 febbraio 2021

Valeria Cau – Foto pagina Facebook Val.cau

Sfatare un po’ i miti e i pregiudizi che nascono dietro all’idea di arte contemporanea ma al contempo uscire dal silenzio assordante che circonda il mondo dell’arte in questo momento, per via dell’emergenza sanitaria e delle restrizioni.

La pittrice Valeria Cau, in arte Val.cau, originaria di Santa Giusta ma con base a Oristano, torna sul web con un’altra delle sue idee, legate stavolta non solo alla pittura – ricordiamo le sue lezioni di pittura improvvisata per tutti in diretta streaming durante il periodo del lockdown – ma, più in generale, all’arte contemporanea in Sardegna.

È con questo spirito che nasce “TramandarTe”: un progetto di divulgazione sull’arte contemporanea, un luogo dove trovano spazio idee e confronto. Un’occasione di condivisioni che possa essere, come dice la stessa Valeria Cau, “uno stimolo per tutti coloro che cercano nell’arte un angolo in cui salvarsi e crescere”.

“L’idea”, racconta la pittrice, “nasce in questo periodo nel quale l’arte, assieme a tutte le maestranze e le persone appartenenti al settore artistico-culturale e dello spettacolo, sono state messe in disparte o, peggio ancora, in silenzio”.

TramandarTe è una rubrica che si traduce in dirette online, più o meno a cadenza settimanale, su Facebook e su Instragram – per ora trasmesse nel canale social Val.cau ma che presto verranno poi condivise direttamente su quello di TramandarTe – dove la pittrice dialoga, di volta in volta, con gli artisti locali e non. I temi di cui si parla vengono affrontati in modo semplice, chiaro e informale e quindi accessibili a tutti, anche alle persone che non sono del settore. Gli artisti si racconteranno con Valeria, parleranno della propria arte presentando una propria opera.

“Nulla è definito prima, se non un paio di chiamate che faccio nei giorni precedenti la diretta streaming con l’artista”, spiega Valeria Cau. “Un modo, questo, per conoscerci meglio e instaurare un rapporto più confidenziale. Ma in linea generale, ogni incontro sarà comunque diverso da quello precedente e così via”. L’unico fil rouge che accomunerà gli incontri, oltre al parlare di arte contemporanea, sarà una domanda che la pittrice rivolgerà a tutti: dammi la definizione di artista.

“Le prime due interviste”, spiega Valeria Cau, “si sono tenute lo scorso 21 e 23 gennaio. A fare da apripista l’artista oristanese, la pittrice e scultrice Marina Desogus; a seguire poi Nicko Straniero e Michele Pau. Sabato 6 febbraio, alle 19, ci sarà il quarto ospite, di cui svelerò il nome il giorno prima sempre sui social: si tratta di una giovane donna talentuosa”.

“L’idea nasce dalla voglia di riscatto e dalla volontà di dare a voce a tutti gli artisti locali, per poi spostarmi in un futuro anche a delle personalità artistiche che vivono fuori dall’isola e perché no – chi può dirlo – anche fuori dai confini nazionali. Stavolta non sarò io la protagonista delle mie dirette ma l’arte e la mia voglia di raccontarla, che alla fine è un’altra delle mie più grandi passioni oltre che dipingere”.

Due foto dalle dirette di TramandarTe con Valeria Cau, Marina Desogus e Nicko Straniero

In un momento in cui non si possono fare mostre o allestimenti artistici – e, se anche si possono realizzare, non possono esser visti dal vivo – l’escamotage dei social e di queste dirette è quindi uno strumento funzionale e, forse vincente, che ha dato vita concreta all’idea di Valeria Cau e della sua rubrica TramandarTe.

“Da subitoho ricevuto un riscontro più che positivo da parte degli artisti che ho contattato sono stati disponibili a collaborare al mio progetto”, dichiara sempre Valeria, “ma anche da parte del pubblico che mi segue devo dire c’è stata molta partecipazione. In calendario ho programmato fino ad aprile questi incontri virtuali che spero un domani, quando torneremo alla normalità, di poter trasformare in piccoli eventi culturali, dei ‘salotti’ potremo definirli, dove poter parlare dell’arte contemporanea”.

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