Scuole superiori riaperte a gennaio? I presidi: “Quasi impossibile, in queste condizioni”

I dirigenti scolastici chiedono il potenziamento dei trasporti pubblici per evitare il sovraffollamento sui pullman

Lavagna digitale in classe, in un’immagine d’archivio

Dirigenti degli istituti superiori della provincia di Oristano riuniti in videoconferenza oggi per discutere della riapertura dopo le vacanze di Natale. Gli studenti dovrebbero tornare in classe. Il Governo così vorrebbe, dopo aver bloccato le lezioni in aula per i contagi da coronavirus. Ma l’operazione non è affatto semplice.

“Difficilissima”, afferma il dirigente dell’Istituto don Deodato Meloni di Nuraxinieddu, Gian Domenico Demuro. “Se nulla cambia, il 7 gennaio ci troveremo nella stessa situazione odierna con alcuni gravi problemi irrisolti. I due principali sono i trasporti e le connessioni internet”.

“Cominciamo dai trasporti: se i bus arrivano tutti nella stessa fascia oraria non possiamo fare ingressi distanziati, perché non possiamo lasciare i ragazzi fuori dal caseggiato, specie d’inverno. Le connessioni internet poi sono l’altro punto debole. Nel nostro istituto non abbiamo la possibilità di connettere insieme tanti utenti, cade il collegamento. E da remoto gli studenti anche oggi mi hanno segnalato grandi difficoltà: se il segnale non arriva, c’è poco da dire. Qualche studente si è dovuto persino mettere in giardino per mantenere la connessione”.

Gian Domenico Demuro

“È inutile che ci abbiano dato i banchi nuovi”, conclude Demuro. “Sono questi i veri problemi da risolvere”.

Le perplessità sui trasporti accomunano tanti dirigenti scolastici oristanesi. “Si è perso troppo tempo, purtroppo in estate non si è fatto nulla per risolvere il problema della mobilità”, sottolinea il preside dell’Itis Othoca, Franco Frongia. “A scuola siamo sempre stati rigorosi, a settembre abbiamo scaglionato gli ingressi per evitare assembramenti, ma se non si potenziano le corse dei pullman è tutto inutile”.

Franco Frongia

Anche il dirigente del Classico e dell’Artistico, Pino Tilocca, evidenzia il problema dei trasporti. “Vedremo come sarà la situazione dei contagi a gennaio. È necessaria una riorganizzazione dei trasporti. Non dovranno esserci assembramenti sui bus”. Il ritorno in classe sarà al 75%. “Significa che le scuole saranno piene per tre quarti. Ogni giorno”, spiega Tilocca, “al Classico ci saranno 15 classi, altre 5 invece seguiranno le lezioni da casa. Le classi faranno i turni, sarà così anche all’Artistico e a Terralba. Le ore non saranno da 60 minuti, ma da 50”.

Pino Tilocca

Per evitare il collasso della didattica in presenza, il dirigente del De Castro chiede inoltre tempi rapidi per l’esecuzione e la processazione dei tamponi. “A ottobre”, conclude Tilocca, “siamo stati costretti a chiudere l’Artistico a causa dei ritardi. Se ci saranno troppi docenti e studenti in quarantena in attesa dell’esito dei tamponi, il sistema non potrà reggere”.

3 Commenti

  1. Tutto più che comprensibile quello che dicono. Mi chiedo una cosa… ma durante il lockdown, durante la Dad primaverile, i dirigenti si sono confrontati con gli enti e società preposte, come trasporti, provincia, rete internet e quant’altro per risolvere e pianificare il rientro a settembre in presenza? Il tempo per pianificare tutto questo c’era, sia per chi eroga i servizi sia per i dirigenti. Lamentarsi adesso, dopo che le cose si sapevano già, mi sembra un po’ da scaricabarile.

    • I dirigenti se vogliono risponderanno, ma ci sembra chiaro che il potenziamento dei trasporti fosse compito esclusivo di Regione e Arst.

  2. Non è certo compito dei dirigenti risolvere i problemi dei trasporti. Loro hanno fatto la loro parte lavorando durante l ‘estate per accogliere gli alunni in sicurezza. In provincia di Oristano i contagi sono elevati , non abbiamo un ospedale efficiente, anzi è luogo di contagi…in questa situazione mi sembra difficile che si possa tornare in presenza.

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