Due giornate dedicate alla salvezza del pianeta con il FestivalScienza a Oristano

Torna, seppur on-line, la manifestazione Associazione Scienza Società Scienza

Il FestivalScienza a Oristano

Venerdì, 20 novembre 2020

Torna anche quest’anno a Oristano – seppur in versione online – il Festival Scienza, organizzato dall’Associazione Scienza Società Scienza, da quest’anno presieduta da Maria Becchere, dedicato ai grandi temi che riguardano la salvezza del Pianeta Terra.

Conferenze, laboratori e spettacoli, in diretta streaming o registrati, animeranno le ultime tre tappe di Festival Scienza che potranno essere fruite collegandosi attraverso i link indicati sul sito del FestivalScienza o nei canali social dell’Associazione ScienzaSocietàScienza, altri canali e piattaforme indicati esplicitamente.

Dopo le date cagliaritane e gli appuntamenti di Siniscola e Nuoro, il Festival si sposta a Isili, Oristano e Iglesias.

La quinta edizione di Festival Scienza a Oristano si svolge nelle giornate di giovedì e venerdì prossimi, 26 e 27 novembre, grazie alla collaborazione con Consorzio UNO, Liceo De Castro, Liceo Croce, Liceo Mariano IV Fondazione IMC-Centro Marino Internazionale, Area Marina Protetta Penisola del Sinis Isola di Mal di Ventre ed Associazione Heuristic,

Due eventi in diretta streaming si svolgono giovedì 26 novembre: la Conferenza inaugurale a cura di Alberto Varone, ricercatore del CRS4 dal titolo “Digital Health: il contributo della tecnologia per una cura sostenibile”. E poi “Sei donne che hanno cambiato il mondo. Le grandi scienziate della fisica del xx secolo” con la scrittrice e fisica Gabriella Greison, e le 6 le grandi donne della scienza: Marie Curie, Lise Meitner, Emmy Noether, Rosalind Franklin, Hedy Lamarr e Mileva Maric.

Nel corso delle due giornate ci si potrà collegare a numerosi eventi registrati: conferenze, laboratori didattici e animazioni. Tra le tematiche affrontate, alimentazione sostenibile, digital health, autismo. Ma anche tematiche contingenti, come l’analisi di un tampone covid-19.

“A seguito della pandemia, che da marzo ha condizionato qualsiasi attività, abbiamo dovuto rivedere il nostro programma”, spiega Maria Becchere, neo presidente della associazione organizzatrice, “inoltre siamo stati richiamati a riflettere sulla responsabilità del nostro stare sul Pianeta e sulla consapevolezza che la Terra ci accoglie non come padroni ma come fruitori dei suoi beni. Quella che stiamo vivendo è una crisi ambientale che va affrontata con coraggio e tempestività, una sfida scientifica, politica, culturale, sociale e tecnologica che deve vedere tutti coinvolti. È una sfida che coniuga la salvaguardia dell’ambiente con la giustizia sociale, in quanto strumento insostituibile per migliorare la condizione di vita dei poveri, degli ultimi”.

Il tema. Nel 1970, grazie ai movimenti pacifisti americani che rivendicavano un miglior uso delle risorse naturali, è nata l’Earth Day che avrà una grande risonanza in tutto il mondo. Si evidenziano nuove problematiche ambientali quali il crescente inquinamento e il degrado dei beni primari: acqua, aria e terra, che diventano globali. Nel 1972 abbiamo assistito a due eventi di rilievo, la pubblicazione del rapporto del Club di Roma  The Limits of Growth che preannunciava un progressivo esaurimento delle risorse ambientali e la prima Conferenza Mondiale dell’ONU sull’Ambiente, tenutasi a Stoccolma, a seguito della quale nasce il primo organismo internazionale con sede a Nairobi. Nel 2018, milioni di studenti e giovani di tutto il mondo hanno seguito gli appelli e i sit-in di Greta Thunberg, dando vita al Fridays for Future per indurre i politici ad assumere decisioni per contrastare il cambiamento climatico. Le nuove ricerche scientifiche hanno portato la crisi del Pianeta ai primi posti nell’agenda internazionale. A cinquant’anni dalla nascita del movimento e a cinque dall’enciclica ambientalista di Papa Francesco “Laudato sii’, il 22 aprile 2020, si è celebrata la “Giornata mondiale della Terra” con 193 paesi collegati via web e 75.000 partner coinvolti.

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