Coronavirus: “Il carcere di Massama una bomba ad orologeria”

La denuncia del garante di Oristano Paolo Mocci: "L'istituto penitenziario abbandonato a se stesso"

Il carcere di Massama

Lunedì, 16 novembre 2020

“Una bomba ad orologeria”. È questa la rappresentazione data dal garante comunale per i diritti delle persone private della libertà personale Paolo Mocci, del carcere di Massama, durante questa seconda ondata di coronavirus.

Il problema maggiore riguarda la mancanza di un “repartino” al San Martino di Oristano che possa ospitare i carcerati nel caso in cui dovesse essercene bisogno.

“Il direttore del carcere aveva combattuto con i denti per averlo”, spiega Mocci, “e l’attuale direttrice Assl come igienista aveva anche individuato la zona da dedicare al repartino, ma non si è mai fatto nulla. Mi viene da pensare manchi la volontà”.

“Il carcere è un’entità strana”, continua Mocci, “rimane lì, non si fa sentire, ma quando lo fa è una bomba. E quella di Massama, più delle altre carceri sarde, è una bomba ad orologeria”.

“Il carcere dico sempre che ha mura permeabili”, prosegue Paolo Mocci, “ci sono numerose persone che, a vario titolo, entrano ed escono e le norme di sicurezza non possono essere evase, altrimenti non è possibile proteggerle”.

“Attualmente non mi risultano contagi tra i detenuti”, precisa Mocci, “ci sono stati tra gli operatori che occupavano posizioni nei settori nevralgici dell’istituto penitenziario e questo ha condizionato la fruizione di alcuni servizi da parte dei detenuti”.

Altro problema già noto del carcere di Massama, e in generale di tutte le carceri sarde, è quello del sovraffollamento: “Nel carcere di Oristano è impossibile avere una zona dedicata in caso di contagi, come prevede il nuovo dpcm”, spiega Mocci. “Non c’è uno spazio libero, se non il teatrino”.

Ancora, la popolazione carceraria è all’80% anziana, molti detenuti presentano patologie gravi. Rappresentano, insomma, la fascia più esposta al rischio di complicazioni in caso di contagio.

Paolo Mocci

Il garante di Oristano sarà ascoltato giovedì prossimo durante una riunione della Commissione consiliare “Servizi Sociali, Plus, Pari opportunità, Associazionismo, Pubblica Istruzione, Politiche Giovanili, Politiche Abitative” .

“Racconterò cosa succede all’interno del carcere”, spiega Mocci. “Il carcere è competenza di tutta l’amministrazione, nonostante a Massama, come a Sassari, Nuoro e Cagliari, una volta realizzati gli edifici sono stati dimenticati, abbandonati a se stessi. Denuncerò questo”.

2 Commenti

  1. Come sempre si pretende un occhio di riguardo “per questi signori“. Faccio presente che nell’istituto penitenziario esiste un centro clinico con ossigeno e di tutto e di più per poterli curare. A differenza del cittadino onesto, che dovrà essere curato in tenda.

    • Ma fammi il piacere …una persona se finisce in carcere è privata della libertà, e già questo è pesante…ma non del diritto alla salute e alla sua integrità fisica e morale.
      Ricordo a quelli come te… che molti di questi “signori” come tu con linguaggio sprezzante li chiami, sono ancora in attesa di giudizio…quindi formalmente innocenti…e se anche colpevoli fossero lo stato non si può comportare in codesto modo.
      Poi …caro mio sappi che la galera …tu che ergi te stesso a lume di moralità…. è molto più vicina di quanto non pensi … Ho visto molti che camminavano quasi senza toccare la strada tanto erano boriosi…e strisciare in lacrime una volta finiti nei guai con il disastroso sistema giudiziario italiano.

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