Rete in fibra ottica: “Strade devastate”. Opposizione all’attacco

Contestata anche la realizzazione di una nuova rete che si aggiunge a quella esitente

Venerdì, 16 ottobre 2020

I lavori per la posa della fibra ottica a Oristano hanno rovinato le strade e sull’urgenza della loro realizzazione avanzano seri dubbi i consiglieri comunali di minoranza Monica Masia, Andrea Riccio, Efisio Sanna, Maria Obinu, Patrizia Cadau, Anna Maria Uras, Danilo Atzei, Gigi Mureddu, Marina Canopia, che, con un’interrogazione urgente al sindaco Lutzu e all’assessore ai Lavori pubblici Pinna chiedono conto.

“Come mai”, domandano i consiglieri comunali, “a distanza di soli quattro anni dai precedenti lavori di posa della fibra ottica cittadina, e nonostante per altri otto anni si avesse assicurata la copertura dei costi di gestione e manutenzione della stessa dalla parte della società che li ha eseguiti, si è deciso di dare priorità a questo intervento, magari a discapito di altri lavori decisamente più urgenti e necessari?”.

Tra gli altri quesiti, nel testo dell’interrogazione si chiede anche quanto sia costata alla casse del Comune questa operazione di posa della fibra ottica e se c’è l’intenzione, da parte dell’amministrazione, di provvedere al ripristino e bitumatura delle strade, come nel caso di via Versilia, via Sardegna e via Umbria in cui è stata posata la fibra ottica, rimaste devastate dai lavori o quanto meno quella di pretendere che la ditta esecutrice provveda in tal senso.

“Nel luglio del 2019”, ricordano dei consiglieri comunali, “nelle vie di Oristano, sono iniziati i lavori per la posa della nuova rete di fibra ottica, realizzata dalla società Open Fiber; questi lavori, a differenza di tutti gli altri cantieri, sono proseguiti, incessantemente, anche durante il severo periodo di quarantena osservato in città nei mesi di marzo e aprile scorso, nonostante non avessero, certo, natura di attività essenziale né urgente”.

Oltre a questo appunto, i consiglieri comunali ricordano anche come nel 2015, la stessa amministrazione comunale avesse dotato la città, tramite il Progetto Rete Man, di una rete telematica in fibra ottica all’avanguardia, garantendo vantaggi sia in termini di velocità e sicurezza dei collegamenti telematici, comunicazioni telefoniche e telecontrolli, ma anche favorendo l’interscambio dei dati tra pubbliche amministrazioni e la fruizione dei servizi telematici evoluti da parte dei cittadini e delle imprese. Non solo era stata favorita la connessione anche per le frazioni di Silì, Donigala, Nuraxinieddu, Massama e la località marina di Torre Grande. Un intervento questo costato all’amministrazione circa 325 mila euro e, tutt’ora, perfettamente funzionale e funzionante.

“Secondo quanto previsto”, proseguono però i consiglieri comunali, “nel contratto d’appalto, le imprese vincitrici, dopo la realizzazione dell’opera, avrebbero dovuto gestirla e provvedere alla sua manutenzione per dodici anni”.

Gli interventi di scavo e posa della fibra ottica hanno inoltre distrutto il manto stradale delle vie cittadine interessate. Col passaggio degli operai che hanno effettuato i tagli nell’asfalto per posizionare i cavi della rete, sono rimasti, su strade e marciapiedi, i segni dei lavori. Segni che, sempre a detta dei consiglieri comunali di minoranza, peggiorano ancora di più lo stato di una superficie stradale già sconnessa con “vere e proprie, pericolose, voragini che, a distanza di mesi, non sono state, ancora, correttamente ripristinate”. “In alcuni casi”, concludono i consiglieri, “è stata completamente “rovinata” la pavimentazione stradale di vie riasfaltate di recente, a distanza di pochi mesi, dopo anni di sollecitazioni da parte della cittadinanza”.

1 commento

  1. Magari la precedente fibra era destinata alla P. A. e non al singolo cittadino, perché non lo chiariscono? Sul riasfaltare in fretta concordo, perché le strade sembrano aree terremotate. Ma lo erano già da prima, perché da anni ci avevano promesso la sistemazione ma… solito annuncio pubblicitario e basta

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